IL MUSCHIO GRIGIO ARDE

Qui.

Era qui ?

Sì. E no.

Entrambi.

Forse era sotto una sorta di elmo, trasparente e intangibile, che lo

rendeva distante da ciò che gli era più vicino.

Un flusso di colori vividi, un fermento vitale di luci e ombre, un

mondo interiore che traeva la sua forza inebriante dalla violenza

indiscreta della folla compatta.

Vortici di suoni e silenzi che si confondevano con la musica si

riversavano su di lui, ineluttabili, e accrescevano insieme la sua

presenza e la sua assenza.

C’era qualcosa che si frapponeva tra lui e quanto accadeva intorno,

e che pure acuiva i suoi sensi ; ma la sua mente apparteneva a un 

altro tempo, a un’altra realtà.

Come se vi fossero due dimensioni di consapevolezza che si sovrappo

nevano senza interferire.

Una traeva forza dalle restrizioni, dai limiti, dalle mura che chiudevano

quel mondo, quell’istante effimero; l’altra innalzava la propria calma e 

le sue sensazioni e la sua mente, proprio in quanto tutto lì vi si opponeva.

Nello stesso momento si trovava in un’altra realtà, in un altro paese del

tutto diverso da quello, un paese dove erano in gioco forze primordiali.

Dove il tempo era talmente dilatato che la sua velocità svaniva.

( Thor Vilhjàlmsson, Il muschio grigio arde, Iperborea )

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IL MUSCHIO GRIGIO ARDEultima modifica: 2010-06-06T09:00:00+00:00da giuliano106
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