DA UNA MIGRAZIONE ALL’ALTRA

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– Ma noi dobbiamo sempre inseguire qualcuno:              Zamosc Jews .jpg

o i salmoni che risalgono la corrente per seminare

le uova, o la renna randagia che va a cercare o

la foglia.

Dice un nostro proverbio:

– Il viaggio è meglio del riposo.

E un altro insiste:

– L’acqua stagnante è fangosa.

– Per noi, il tempo non è denaro. Non lo misuriamo come voi altri,

che state attenti alle ore: ci regoliamo sulle stagioni; c’è il periodo

del buio, quello della luce, quello di mezzo.

Per due mesi è sempre giorno, per altri due è sempre notte.

– Gli antenati adoravano il sole, le rocce, i monti, c’era un dio dei

tuoni e uno che si occupava della fertilità, e uno che regolava i venti,

e una dea per le gestanti; i padri credevano che l’esistenza fosse

manovrata da potenze buone e cattive, da spiriti che penetravano

ovunque, e punivano o premiavano, a seconda del comportamento.

– Questi oscuri poteri venivano invocati perché soccorressero i pescatori

o i cacciatori; per far guarire un malato lo sciamano, lo stregone,

cadeva in estasi, forse con l’aiuto di qualche droga, e si metteva in

contatto con le forze del cielo, e battendo il suo tamburo, sul quale

erano dipinti barche, pesci, astri, strani uccelli, rivelava i segreti

dell’avvenire.

– Rispettavano l’orso, e ancora oggi abbiamo per lui riguardo e

considerazione; è il re della foresta, ha la stessa intelligenza di uno

di noi, e il vigore di nove uomini. C’è nella sua imponenza qualcosa

di magico e di poderoso; lo identificavano anche con la stella polare.

Gli usavano delle premure. Facevano in modo che, svegliatosi nella

tana, dopo il lungo letargo dell’inverno, con la voglia matta di riempirsi

la pancia di tuberi o di miele, si infilasse da solo nelle lance messe a

trabocchetto, e dopo l’uccisione, guai avvicinarsi per tre giorni, alla

moglie: nell’impresa se ne era andata la forza generatrice.

(Enzo Biagi, Scandinavia)

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DA UNA MIGRAZIONE ALL’ALTRAultima modifica: 2010-07-18T21:09:00+00:00da giuliano106
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