LETTERE ANTICHE

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La diffusione della scrittura, sia come concetto sia come forma specifica, in tutta la regione

che si estende verso nord lungo la costa del Mediterraneo, comportò una diversificazione

piuttosto rapida. Un altro luogo di contatti frequenti e sviluppati tra egizi e fenici era 

Biblo, centro di importazione del papiro e di esportazione del legname, di cui la valle

del Nilo scarseggiava. Anche i greci, qualche secolo dopo, ebbero importanti contatti 

con i fenici a Biblo, al punto che il termine greco per designare il papiro, biblos, che si

fece strada nella lingua come base per la parola greca libro, biblion, deriva dal nome

di quella città.

Lavorando in questa regione negli anni trenta del XX secolo, l’archeologo francese 

Maurice Dunand trovò una quantità di iscrizioni, su tavolette di bronzo e cippi, 

in cui si può individuare una forma differente di scrittura cananea. Questa scrittura

è chiamata pseudogeroglifico, ma tutte le lettere fenicie eccetto due hanno prototipi

tra le loro forme. 

Dunand collocò queste iscrizioni nello stesso periodo di quelle del Sinai o anche prima,

ipotizzando che fossero anch’esse il prodotto di una popolazione di lingua semitica che

aveva inventato un sistema di scrittura sotto l’influsso degli egizi. Gli argomenti a favore 

dell’ipotesi che questa scrittura sia il prototipo dell’alfabeto fenicio si fondano sulla 

vicinanza geografica, sul verso della scrittura (entrambe vengono lette da destra a 

sinistra) e sul ritrovamento di alcuni documenti contenenti entrambi gli alfabeti.

Il numero di segni dell’alfabeto pseudogeroglifico era tuttavia molto maggiore 

rispetto a quello fenicio e costituiva apparentemente un sistema sillabico.

Non vi sono altri casi documentati di riduzione di una scrittura sillabica a fonetica, 

e i principi strutturali su cui sono basate sono tanto differenti da rendere improbabili

un tale passaggio. Ancora non vi sono reperti archeologici che permettono di 

rintracciare una trasmissione diretta da poter considerare questo pseudogeroglifico

come alfabeto originario, ma quel che è abbastanza chiaro è che il concetto e la 

pratica della scrittura si erano sviluppati nella regione ben prima che l’alfabeto fenicio si

consolidasse.

L’iscrizione su un sarcofago rinvenuto vicino a Biblo da Paul Montet nel 1923 è forse il

più antico fra gli esempi nord-semitici dell’alfabeto. Il testo è un epitaffio in lode del re

Ahiram e risale a non dopo il XIII secolo a.C..

L’alfabeto nord-semitico è il più prossimo e diretto predecessore di quello fenicio, e 

altri manufatti che contengono questa scrittura, come il calendario agricolo di Gezer,

sono stati attribuiti al primo millennio a.C. .

Il verso della scrittura, la forma, il numero e l’ordine delle lettere corrispondono ai 

caratteri fenici, sebbene la questione delle fonti originarie rimanga aperta. 

Il dibattito sulla datazione del sarcofago di Ahiram è ancora aperto e la discussione

della sua forma di scrittura è uno degli elementi principali nella battaglia tra 

semitisti e classicisti riguardo al momento di passaggio dell’alfabeto da questa regione

ai greci. 

Solide prove suggeriscono che l’alfabeto di questa iscrizione fornì i modelli per le lettere

greche e che la data di trasmissione risale all’incirca a questo periodo. In tal caso 

l’alfabeto greco costituirebbe uno dei molti rami dell’originario cananeo, come il 

fenicio, l’antico ebraico e il germoglio, di molto precedente, degli alfabeti sud-semitici.

Un altro punto di sviluppo di un alfabeto nel Levante fu a Ugarit, sulle coste del

Mediterraneo a nord di Biblo, dove intorno al 1400 a.C. si sviluppò una scrittura

cuneiforme. Composto di circa 32 segni, questo alfabeto, chiamato poi alfabeto

cuneiforme ugaritico, fu un altro esempio dell’adozione di un sistema di scrittura

preesistente da parte di una popolazione di lingua semitica. 

La struttura interna di questa scrittura, e la sua ben organizzata struttura fonetica, 

fecero pensare che si trattasse di un cuneiforme adattato a un modello preesistente

di scrittura alfabetica. Ed è probabile poiché l’unico sistema di scrittura fonetica

nella regione era l’alfabeto: tutte le altre scritture cuneiformi utilizzavano sistemi

sillabici.

La scrittura ugaritica aveva una direzione fissa da sinistra a destra e fu usata verso

ovest fino a Cipro e nell’intera area della Siria e della Palestina nel XIII e XII secolo

a.C. .

I testi delle tavolette ugaritiche narrano miti e leggende; e dalla serie di scoperte fatte a

partire dal 1929, la scrittura ha preso il nome di alfabeto di Ras Shamra. La chiave per

la sua decifrazione fu un abbeccedario, scoperto nel 1948, che usava la sequenza dell’

alfabeto semitico.

Nel 1955 il ritrovamento di una tavoletta bilingue in cuneiforme accadico e ugaritico

consentì la decifrazione definitiva di quest’ultimo, conformandone inequivocabilmente

la natura alfabetica. Ugarit venne distrutta intorno al 1200 a.C. e il sistema sillabico

cuneiforme, la cui efficenza pratica era limitata soltanto dall’impaccio delle tavolette

di argilla, vide la propria fine. In effetti il problema dei materiali ha una sua rilevanza,

perché il cuneiforme poteva essere scritto soltanto con una punta sull’argilla umida e

la sua riproduzione su altri supporti risultava inefficace e disagevole. L’alfabeto con

la sua forma e schematica, si prestava ad essere riprodotto con inchiostro sul papiro

con la stessa facilità che su materiali come la pietra, il vasellame e il metallo.

Dopo questa prima evoluzione, l’alfabeto si stabilizzò in Fenicia intorno al 1100 a.C..

Gli alfabeti sud-semitici avevano già preso una strada indipendente verso il 1300 a.C.

probabilmente a partire dall’originaria scrittura cananea.

Questi alfabeti conservarono a lungo uno dei caratteri distintivi della scrittura primitiva:

la multidirezionalità. Da questo ramo si svilupparono molte scritture preislamiche della

penisola arabica e la scrittura sabea che si diffuse nel Nord Africa e costituì il fondamento

prima dell’etiopico e poi del moderno amarico.

Questi alfabeti presentano una notazione vocalica completa, tipica dell’evoluzione

posteriore, ma la realizzano modificando i segni consonatici con l’aggiunta di stanghette.

Come l’alfabeto fenicio si stabilizzò, la direzione della scrittura divenne fissa da destra

a sinistra e l’ordine e l’orientamento delle lettere acquisirono una forma permanente, da

cui derivarono le importanti branche del greco e dell’aramaico e le forme di minor successo

dell’antico ebraico e del punico.

(J. Drucker, Il labirinto alfabetico)

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LETTERE ANTICHEultima modifica: 2010-08-02T22:02:00+00:00da giuliano106
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