UN OTTICO

Daltonici, presbiti, mendicanti di vista,

il mercante di luce, il vostro oculista,

ora vuole soltanto clienti speciali

che non sanno che farne di occhi normali.

Non più ottico, ma spacciatore di lenti,

per improvvisare occhi contenti,

perché le pupille abituate a copiare

inventino i mondi sui quali guardare.

Seguite con me, questi occhi sognare,

fuggire dall’orbita, e non voler ritornare.

PRIMO CLIENTE: – Vedo che salgo a rubare il sole

per non avere più notti

perché non cada in reti di tramonti,

l’ho chiuso nei miei occhi,

e chi avrà freddo

lungo il mio sguardo si dovrà scaldare.

SECONDO CLIENTE: – Vedo i fiumi dentro le mie vene,

cercano il loro mare,

rompono gli argini,

trovano cieli da fotografare.

Sangue che scorre senza fantasia

porta tumori di malinconia.

TERZO CLIENTE: – Vedo gendarmi pascolare donne

chine sulla rugiada,

rosse le lingue al polline di fiori

ma dove l’ape regina?

Forse è volata ai nidi dell’aurora,

forse è volata, forse più non vola.

QUARTO CLIENTE: – Vedo gli amici ancora sulla strada,

loro non hanno fretta,

rubano ancora al sonno l’allegria,

all’alba un po’ di notte:

e poi la luce, che trasforma

il mondo in un ….giocattolo.

Faremo gli occhiali così!

Faremo gli occhiali così!

( Fabrizio de André, Non al denaro non all’amore né al cielo)

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UN OTTICOultima modifica: 2010-08-07T20:03:00+00:00da giuliano106
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