UNA STORIA D’AMORE

…Istintivamente sentivo che                                                     89786789.jpg

dovevamo allontanatci.

Non lo amavo e

nemmeno lo

desideravo; ma

presentivo il pericolo,

la conseguenza di un

momento di debolezza,

l’influenza, l’insidio

della terribile

‘ora sessuale’.

E la lettera che,

dopo tre giorni,

ricevetti da lui mi turbò

ben più del suo bacio.

Una frase stabiliva un’intesa

d’amore accettato e voluto,

così lontana dalla realtà, che

avrei voluto smentirla immediatamente con un’altra lettera.

Mi diceva:

” Mia cara Leda,

cielo grigio e lago di piombo oggi, a Lugano. Freddo. Ho desiderato il tuo braciere aromato…

Breve sosta e interminabile discussione….tripolina col Tancredi. Più che parlare, ho ascoltato.

Prezzolini, da Firenze, mi ha mandato il suo ultimo volume con questa dedica (lo permetti?)

che mi ha un po’ lusingato:’Al carissimo Benito Mussolini che stimo, apprezzo e della cui

amicizia mi sento onorato’. E’ un libro sulla Francia e i francesi del secolo XX. Ne dicono molto

bene. Dopo quattro anni di quiete, apro – col tuo, col nostro amore, – una parentesi nella

mia vita. Stanotte ho avuto il sonno più leggero del solito.

Oggi verrò da te, un po’ tardi, forse. Ma aspettami, che non mancherò. In questi due giorni

ti ho troppo pensato. Ti abbraccio, mia cara.

Tuo Benito”

Se tale lettera fosse caduta nelle mani di chi amavo, sarebbe stata per me la fine di tutto,

la rovina della mia vita intera. Cosa avevo fatto per far credere a Mussolini che lo amavo?

Feci un immediato ma profondo esame di coscienza. Mai gli avevo detto parola che potesse

fargli credere che io provassi un desiderio amoroso per lui. Ricordavo piuttosto frasi che

avrebbero dovuto disilluderlo, se si fosse illuso. Rileggendo le ultime parole: ‘dal giornale

(sono solo)’ ricordai certe nostre discussioni sulla gelosia, certe mie sincere affermazioni.

– Perché non siete gelosa di me?, mi chiedeva.

– Perché non mi domandate ma chi viene a trovarmi al giornale e se lavoro da solo?

Potrei avere un’altra amicizia come la nostra….

– Potreste averne altre dieci di queste amicizie, gli dicevo del tutto serena.

– Sapete bene che non vi amo né vi amerò mai.

E sapevo – mi conoscevo bene, – che in me l’assenza di gelosia era assenza di amore.

– Non pensate, insisteva, che dopo il mio lavoro posso andare dove voglio? Perché non

mi chiedete di vederci di sera?

– Andate dove meglio vi piace, amico mio. Io ho dove passare la sera.

Queste, solo queste, le mie frasi intorno all’argomento amore. Avevo colmo il cuore

e l’anima dell’amore mio. Non davo alcuna importanza a quelle parole, dette nella

stanchezza di una visita troppo lunga.

Pensai di scrivergli che non venisse, ma non c’era il tempo. E poi non volevo dimostrargli

che lo temevo. Meglio era dirgli a voce, guardandolo senza turbamento, che ‘il mio, il

nostro amore’ non esisteva, e che se voleva essermi ancora amico non doveva parlarne

più.

Ma lo attesi con un certo turbamento.

Forse lo temevo davvero? Ci pensai quando, vestendomi dopo il breve riposo del

pomeriggio, scelsi una veste che mai avevo indossato con lui. Giorni addietro, nel

calore della bella estate avevo indossato una leggera gelabiach bianca, stretta sulla

vita da una ascia ‘baiadera’, e quando mi era stato vicino sentivo, attraverso la veste,

lo sfiorare delle sue dita, il calore del suo contatto e – istintivamente – sentivo che

bisognava evitare quelle vibrazioni fisiche che, quel giorno, non dovevano essere fra

noi. Dovevo chiudermi isolarmi, essergli lontana, non con l’anima, ma con la carne.

Indossai una vecchia veste egizia, di seta nera, coperta di velo ricamato da argento e

serrata sul petto da un largo collare di pietre brillanti, pesanti e pungenti. Una cintura

ornata di scarabei mi cingeva la vita e, per la pesantezza metallica, corazza dei tempi

faraonici, mi faceva assomigliare ad una mummia acconciata per sarcofago.

E’ difficile che ad un uomo venga il desiderio di abbracciare una mummia.

(Leda Rafanelli, Una donna e Mussolini)

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UNA STORIA D’AMOREultima modifica: 2010-09-05T09:17:00+00:00da giuliano106
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