LIQUIDAZIONE DEL SOGGETTO (2)

Più specificatamente, sia detto questo in termini teorici: in nome di una cattiva soggettività

che ricorre al mito del capo carismatico e, insieme, al sentimento popolare tenuto sotto

tutela del Gergo dell’autenticità, nel modo di pensare di una volgare filosofia della vita

che non ammette astrazione né mediazione alcuna – si deve porre fine a tutte le testimonianze

e a tutti i testimoni che hanno arricchito la storia umana di opere e di valori permanenti.

E’ significativo che questa magica orgia di distruzione ruoti intorno al libro. 

L’ostilità verso ciò che è scritto, verso la scrittura, è diretta contro la libertà di un’

interpretazione pluralistica, ermeneutica e dunque individuale.

Non la parola scritta bensì l’urlo costituisce il carisma di un’immediatezza insofferente

di qualsiasi discorso tra soggetti autonomi. 

Nell’ultimo anno del regime nazista raccolsi in un articolo alcune riflessioni sulla sorte

dell’individuo nell’epoca del terrore. Il moderno sistema del terrore mi sembrava dimostrare

la perfetta riuscita dell’atomizzazione dell’individuo. La disumanizzazione messa in atto

dal terrore consiste innanzitutto nell’integrare completamente la popolazione in collettivi

che paralizzano qualsiasi comunicazione tra gli esseri umani, nonostante, o meglio, proprio

a causa dell’enorme apparato di comunicazione del quale sono in balìa. 

Adesso aggiungerei che in questo processo psicologico di massa un meccanismo importante

deve essere stato il rogo dei libri. In una situazione di terrore il singolo è sempre solo e non

è mai solo. S’intorpidisce e diventa insensibile non soltanto nei rapporti con gli altri, ma

anche in relazione a se stesso. La paura gli toglie la capacità di reazioni emotive e conoscitive

spontanee. Lo stesso atto del pensiero si traduce in stupidità: è pericoloso per la sopravvivenza.

Sarebbe da stupidi e perciò l’intera popolazione terrorizzata è colta da istupidamento 

generale. Gli uomini cadono in uno stato di torpore e ottusità simile a un coma morale.

Certo, la trasformazione di un uomo da individuo, la cui essenza è costituita dalla continuità

di esperienze e ricordi, a semplice fascio di reazioni frammentate ha avuto conseguenze più

profonde tra le vittime inermi in stato di detenzione che non tra la popolazione ‘libera’.

Ma, in fondo, la differenza è solo di grado. La vita diventa per tutti una catena di shock

attesi, subiti, oppure evitati, e questa teoria di esperienze intermittenti conduce alla 

frammentazione dell’individuo.

In una società terroristica, nella quale tutto è pianificato con la massima cura, il piano

consiste per gli individui nel fatto che per loro non c’è, né dovrà mai esserci alcun piano.

L’uomo è ridotto a un mero oggetto, a un fascio di riflessi condizionati, con i quali impara

a reagire a innumerevoli shock manipolati e calcolati. 

(Leo Lowenthal, I roghi dei libri)

 

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LIQUIDAZIONE DEL SOGGETTO (2)ultima modifica: 2010-09-15T17:43:00+00:00da giuliano106
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