FOLLIA

Da http://giulianolazzari.myblog.it

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Klotz diventa sempre più taciturno.

Nessuno più riesce a confortarlo.

Vuole tornare a casa.

Ma la terra! In fondo hanno scoperto una terra, delle belle montagne.

Ora hanno una terra.

La terra? Ah, questa terra.

Ma le montagne non hanno boschi di abeti né pini silvestri, né abeti nani,

niente. E le valli sono colme di ghiaccio.

A casa vuole tornare, Klotz.

A casa.

E’ un buio pomeriggio di dicembre dell’anno 1873, il freddo è atroce, ed in

quel pomeriggio che il cacciatore Alexander Klotz, appena ritornato con Payer e

Haller da una delle loro escursioni sulla costa, getta via la pelliccia congelata,

i guanti, il berretto di pelo, il copriviso di pelle, getta via tutto poi indossa i

suoi abiti estivi.

Là dove sta andando non ha bisogno di una pelliccia pesante.

Gli inverni a Sankt Leonhard, gli inverni nella Val Passiria sono nevosi e miti.

Klotz svuota la propria cuccetta, poi però lascia lì il sacco di tela con tutti i suoi

averi.

Prende con sé soltanto le cose più preziose, l’orologio con scappamento a

cilindro, che ha vinto all’ultimo tiro a segno in onore del compleanno di sua

maestà, le banconote elargitegli da Payer per particolari servigi prestati al

signor tenente e, infine, un rosario in legno.

Poi, serio e maestoso, Klotz si presenta ai suoi compagni e stringe la mano

a ciascuno: ADDIO!

” Klotz! Sei impazzito?” chiede Haller.

” Addio anche te, Haller”, dice Klotz e sale sul ponte di coperta.

Chi lo segue lo vede ritto al parapetto con il fucile in spalla, immobile in un

quandro, non risponde a nessuno e guarda nel buio, sopra i ghiacci.

Forse lo si deve lasciar stare, Klotz.

Tornerà sicuramente in sé.

Bisogna solo lasciarlo stare.

( C. Ransmayr, Gli orrori dei ghiacci e delle tenebre, Feltrinelli)

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FOLLIAultima modifica: 2010-10-01T07:00:00+00:00da giuliano106
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