AL CIRCOLO POLARE ARTICO IN BICICLETTA (5)

Ormai solo 250 km. circa mi seperavano                                   Cicloturismo.jpg

ancora da Gellivar, la nebulosa meta cui

anelava da tanto tempo.

Dopo qualche ora di riposo mi rimettevo

in cammino da Lules con un’ansia

febbrile; abbandonai il Golfo di Botnia

per dirigermi a nord-ovest. La strada

assai stretta e poco buona è frequentata

solo nell’estate da qualche stolkjaerre e

da kariol, un piccolo sentiero discreto

però lo si trova sempre per la bicicletta;

si risale il corso della Lulea dapprima 

sulla riva sinistra sino a Edefors, quindi

si passa sulla destra.

Dopo Storbacken al confluente della Stora Lule e della Lule Ille elf la strada si dirige

ad ovest, finché circa 10 km. dopo Kosekats varcai finalmente il Circolo Polare in

bicicletta! Lo scopo del viaggio era ormai raggiunto! In breve arrivai quindi a

Iokkomokk, ma una grave disilussione mi attendeva. In una carta comperata a

Stockolma, di recente pubblicazione, era segnata la continuazione di quella piccola

strada sino a Gellivar; la strada invece da parecchio tempo progettata non è ancora

stata compiuta ma prosegue solo per nove km. sino ad Ostanzid sul lago Vackyisure,

a 66,38° di latitudine.

Dopo aver percorso 4235 km. mi vedevo arrestato a soli 90 km. dalla meta.

Per quanto il passaggio del Circolo Polare in bicicletta fosse un fatto ormai compiuto,

pure non mi bastava; partendo da Milano il mio obiettivo era Gellivar ed a qualunque

costo ci dovevo arrivare. D’altra parte avevo cognizione certa di una strada possibile

in bicicletta, che da Gellivar per Hakkas e Nandsum scende a Neder Kelix ed

Haparanda. Con molta fatica per la difficoltà della lingua, trovai due finni che parlavano

anche il lappone, smontai la mia ‘Triumph’ e la chiusi in un sacco, in un altro ho

posto il mio bagaglio e ieri mattina stessa mi misi in cammino colle due guide per

compiere la traversata a piedi. Varcate alcune colline, dopo 4 ore di marcia, abbiamo

raggiunto i primi campi lapponi sulle rive del lago Anaisure, nel piano compreso fra

il torrente Anajokki e il monte Addojegge. Si contava di arrivare a Gelliver in due

giorni circa, ma alcuni lapponi incontrati ieri presso Ligga ci avvertirono che, a

settentrione, da una settimana il tempo è pessimo, la neve ha già fatto la sua

comparsa: a soli sei giorni di cammino da noi una mandria di renne è già stata

assalita da qualche lupo. Abbiamo quindi affrettato: arrivammo ieri sera alle

imponenti cascate di Niommelsaska, che la Stora Lule forma uscendo dal gran

lago di Lule; la foresta vergine che la circonda e la vista dell’Ananasvare formano

un quadro magnifico! 

Più oltre i pini vanno facendosi sempre più rari, finché nella vasta landa sorgono

qua e là folti cespugli di betulla nana. Passammo la notte in una capanna lappone alle

falde del Vousmaape, fu per me un’emozione grandissima indimenticabile! 

Il sole è tramontato alle 20,45, ma alle 22 ancora alcune nuvolette a ponente presentavano

una leggiera tinta porporina; è stato un crepuscolo continuo, finché stamane alle 3,

quando ci siamo messi n cammino, il cielo cominciava già ad indorarsi. In seguito però

ad un vento gelido di settentrione l’orizzonte è andato man mano offuscandosi, tanto

che quando raggiungemmo la vetta del Dundret, che sorge a sud-ovest di Gellivar,

cominciava già a cadere qualche fiocco di neve.

(R. Gatti, Al Circolo Polare Artico in bicicletta, in ‘La Bicicletta’ 29/30 agosto 1895)

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storia di un eretico.jpg
AL CIRCOLO POLARE ARTICO IN BICICLETTA (5)ultima modifica: 2010-10-18T13:21:00+00:00da giuliano106
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