INCONTRI LUNGO IL CAMMINO

…’Uomo dabbene, io ho quaranta anni e sono da Pescara

nel Reame; e son vissuto con questi modi anni venti;

e non fui impiccato a Bologna che forse lo meritassi.

Ma che bisogna parlare? 

Io non ho altra arte: con questa vivo e vivo bene,

che voglio sempre le miglior cose truovo in sull’osteria,

e questa sera spenderò almanco dua marcelli.

E quando uso un modo da trattar danari e quando un altro:

stravolgomi e’ piedi, le braccia, la bocca; quando fingo

esser cieco, quando piagato; e muto spesso luoghi.

E perché io so che t’accorgeresti poco fa mentivo 

per la gola, t’ho scoperto il vero e ti prego di questa cosa: 

questa sera non parli. Doman poi muterò paese e cercherò ventura’.

Promessili tacere e pensai intra me medesimo

con quanti modi, con quante astuzie, con quante varie arte,

con quanta industria uno uomo s’ingegna ingannare l’altro.

E per questa variazione il mondo si fa bello,

il cervello si fa acuto a trovare arte nuova per fraudare

e quello d’un altro si fa sottile per guardarsene.

Et in effetto tutto il mondo è ciurmeria;

e comincia a’ religiosi e va discorrendo ne’ iurisconsulti,

ne’ medici, nelli astrologi, ne’ principi secolari, in quelli

che son loro a torno, in tutte l’arte et essercizi;

e di giorno in giorno ogni cosa più s’assottiglia…et affina.

(Francesco Vettori, Tutto il mondo è ciurmeria, 1507)

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INCONTRI LUNGO IL CAMMINOultima modifica: 2010-11-08T23:00:00+00:00da giuliano106
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