25 NOVEMBRE 1926: UN FELICE MATRIMONIO (2)

Soltanto dopo il 1948, quando cominciai a frequentare il seminario telogico Crozer a

Chester, in Pennsylvania, affrontai una seria ricerca intellettuale su un metodo per

eliminare il male in ambito sociale.

Come quasi tutti gli studenti del Crozer, avevo l’impressione che la guerra, pur non

potendo mai essere un bene                                  hitler.jpg

positivo o assoluto, potesse

servire come bene negativo

nel senso di impedire la

diffusione e la crescita di una

forza malvagia. Per quanto

orribile sia, la guerra potrebbe

essere preferibile alla resa

a un sistema totalitario:

nazista, fascista o comunista.

In quel periodo ero arrivato

quasi a perdere la speranza che

l’amore avesse il potere di risolvere

i problemi sociali. Pensavo che il nostro

problema della segragazione potesse

essere risolto soltanto con una ribellione

armata. Avevo la sensazione che l’etica

cristiana dell’amore fosse riservata ai

rapporti fra singoli individui: non riuscivo a vedere come potesse funzionare nei conflitti sociali.

Forse la mia fede nell’amore era stata temporaneamente scossa dalla ‘pessima’ filosofia

di Nietzsche.

Poi una domenica pomeriggio andai a Filadelfia, per ascoltare un sermone del

professor Mordecai Johnson, rettore della Howard University, venuto a predicare

nella Fellowship House di Filadelfia. Il professor Johnson era appena tornato da

un viaggio in India, e parlò della vita e della dottrina del Mahatma Gandhi,

suscitando in me un                                          ghandi.jpg

forte interesse. Il suo

messaggio fu così

profondo ed

elettrizzante che

appena uscito dalla

riunione comprai una

mezza dozzina di libri

sulla vita e le opere di

Ghandi. Come tutti

avevo sentito parlare 

di Ghandi, ma non lo

avevo mai studiato sul

serio. Leggendo rimasi

affascinato dalle sue

campagne di resistenza

non violenta.

In particolare mi commosse la sua Marcia del sale e i numerosi digiuni.

Il concetto di ‘satyagraha’ aveva per me un significato profondo. A mano a mano che

penetravo nella filosofia di Ghandi diminuiva di pari passo il mio scettismo sulla

potenza dell’amore: per la prima volta riuscì a comprendere la possibile forza per

riformare la società.

(Martin Luther King, I have a dream)

….a proposito del razzismo

http://lazzari.myblog.it/archive/2010/04/25/lettera-ad-abdi.html

Da www.giulianolazzari.com

martin_luther_king_arrest.jpg

 

 

25 NOVEMBRE 1926: UN FELICE MATRIMONIO (2)ultima modifica: 2010-11-25T11:00:00+00:00da giuliano106
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