PARENTESI DELLA CACCIA (mar dei massacri) (5)

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Verso la fine del 700, quasi tutte le balene delle ‘qualità migliori’ erano

state allontanate dagli approdi nordorientali dell’America. Ciò non toglie

che quelle acque fossero ancora piene delle varie specie che i primi

balenieri chiamavano ‘di qualità peggiore’ perché questi animali erano

in genere troppo veloci e agili per lasciarsi prendere, dopo la morte

difficilmente ricuperabili o irrecuperabili, in quanto andavano a

fondo, oppure poveri di olio in paragone alle balene franche.

La qualità inferiore comprendeva l’animale più grande mai

esistito sul pianeta: la balenottera azzurra. Certe balenottere

azzurre senz’altro eccezionali arrivavano a lunghezze di circa 30

metri e più e pesavano oltre un centinaio di tonnellate. Oggi ne

sopravvivono probabilmente alcune, lunghe più di 24 metri.

Ma poi, le superstiti sono così poche…

Benché di dimensioni quasi inimmaginabili, la balenottera azzurra

è un gigante gentile. Si nutre di Krill, piccoli organismi simili a

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gamberetti che l’animale filtra dall’acqua con l’aiuto di uno schermo

di 300-400 fanoni contenuti in una bocca enorme. Di forme

idrodinamiche perfette, la balenottera azzurra possiede un vigore

fisico quasi incredibile. Si sposta nonostante l’enorme corpo a

una velocità media di 8 o 9 nodi, ma può raggiungere, accellerando

l’andatura, di 20 nodi.

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La balenottera azzurra è il membro più eminente della famiglia delle

balenottere. La rassomiglianza tra le singole specie di balenotteri si

confonde a tal punto che gli scienziati sono riusciti solo recentemente

a mettersi d’accordo sulla suddivisione del genere. Di esso fanno

parte le balenottere azzurre, seguite dalle balenottere comuni che

raggiungono una lunghezza di circa 24 metri, e due specie quasi

identiche, le banenottere boreali e le balenottere di Byrde che

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arrivano fino a 18 metri. Infine abbiamo la relativamente piccola

balenottera minke, detta anche balenottera minore o rostrata, di

circa 10 metri.

Le balenottere rappresentano il gruppo più recente (cioè più

evoluto) di tutte le balene in possesso di fanoni. Ci sono tutti

i motivi per sospettare che la capacità del loro cervello non

sia molto lontana da quella del cervello umano, benché

sicuramente le balenottere non se ne servano per gli scopi ai

quali lo riserviamo noi. E prima di subire la nostra condanna a

morte, le balenottere furono anche la specie più abbondante delle

balene di grandi dimensioni. A prescindere dalle dimensioni e

dal colore, le varie specie di balenottere sono quasi indistinguibili

da un osservatore superficiale. Effettivamene, la balenottera minke

ebbe questo nome quando un baleniere norvegese chiamato Meincke

scambiò un gruppo vicino di queste balene di dimensioni piuttosto

ridotte con un branco di balenottere azzurre, molto lontane, un

equivoco che conferì al distratto personaggio un’immortalità non

desiderata.

Anche il comportamento e le vicissitudini di tutte le balenottere

sono essenzialmente simili, solo che la balenottera azzurra si nutre

esclusivamente di krill, mentre le altre possono anche mangiare certi

pesci piccoli come capelan, aringhe e così via se si presenta l’occasione.

Vivono molto a lungo, talvolta anche oltre gli 80 anni, sono eccezionalmente

veloci e graziose nei movimenti quando nuotano. Le balenottere boreali

sono capaci di raggiungere sott’acqua velocità prossime ai 25 nodi.

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Si aggirano un po’ dappertutto nel mare aperto, trascorrono l’inverno in

acque temperate o tropicali e migrano in primavera verso climi più freddi,

persino polari. A causa della loro estrema adattabilità alle condizioni dei

vari mari, non hanno bisogno di acque particolarmente protette per la

prole, e la loro prole, e le loro femmine partoriscono quasi tutte in mare

aperto. Molte, comunque, si avvicinano alla terraferma durante la primavera

e l’estate per approfittare della grande abbondanza di cibo esistente sui

banchi continentali e su quelli racchiusi nelle insenature. Quando il loro

destino era ancora roseo, erano molto socievoli e così si mostravano spesso.

Ancora nell’ultimo ventennio del secolo scorso, branchi di balenottere comuni

composti da oltre mille esemplari erano una vista abbastanza usuale.

Un certo Milne, comandante di un transatlantico della Cunard, che

attorno al 1880 ebbe la ventura di incontrare una simile assemblea di balenottere

nell’Atlantico del Nord, parogonò lo spettacolo a uno ‘spazio di mezza

contea pieno di locomotive tutte sbuffanti nubi di vapore come se ne

andasse della vita’.

Come accadde in molte famiglie unite da saldi vincoli, anche quella delle

balenottere conta tra i suoi membri un personaggio eccentrico. Si tratta della

balenottera o megattera nodosa, la balenottera gobba, l’humpback dei balenieri

anglosassoni, una creatura fuori del comune non solo per l’aspetto, ma anche

per il comportamento. Questo, che è uno degli animali più giocherelloni

esistenti al mondo, ha subito probabilmente nel corso dei tempi notevoli

mutazioni fisiche perché predilige evoluzioni complicate. La megattera

nodosa è anche celebre per la capacità addirittura di comporre e CANTARE

MELODIE INDIVIDUALI ABBASTANZA COMPLESSE E CON UN ACCENTO

CHE COMMUOVE. Il suo corpo è un tantino tozzo sembra un po’ troppo

corto in confronto alle forme squisitamente idrodinamiche delle altre balenottere.

(continua…)

(F. Mowat, Mar dei massacri)

un sito

www.seashepherd.org

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PARENTESI DELLA CACCIA (mar dei massacri) (5)ultima modifica: 2010-12-14T17:00:00+00:00da giuliano106
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