IL SOGNO DI MARIA

(Le due foto sono state eseguite dall’autore del Blog)

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Nel grembo umido, scuro del tempio,

l’ombra era fredda, gonfia d’incenso;

l’angelo scese, come ogni sera,

ad insegnarmi una nuova preghiera:

poi, d’improvviso, mi sciolse le mani

e le mie braccia divennero ali,

quando mi chiese – conosci l’estate –

io, per un giorno, per un momento,

corsi a vedere il colore del vento.

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Volammo davvero sopra le case,

oltre i cancelli, gli orti, le strade:

poi scivolammo tra valli fiorite

dove all’ulivo si abbraccia la vite.

Scendemmo là, dove il giorno si perde

a cercarsi da solo nascosto tra il verde,

e lui parlò come quando si prega,

ed alla fine d’ogni preghiera

contava una vertebra della mia schiena.

Le ombre lunghe dei sacerdoti

costrinsero il sogno in un cerchio di voci.

Con le ali di prima pensai di scappare

ma il braccio era nudo e non seppe volare:

poi vidi l’angelo mutarsi in cometa

e i volti severi divennero pietra,

le loro braccia profili di rami,

nei gesti immobili d’un’altra vita,

foglie le mani, spine le dita.

Voci di strada, rumori di gente,

mi rubarono al sogno per ridarmi al presente.

Sbiadì l’immagine, stinse il colore,

ma l’eco lontana di brevi parole

ripeteva d’un angelo la strana preghiera

dove forse era sogno ma sonno non era

– lo chiameranno figlio di Dio -:

parole confuse nella mia mente,

svanite in un sogno, ma impresse nel ventre.

E la parola ormai sfinita

si sciolse in pianto,

ma la paura delle labbra

si raccolse negli occhi

semichiusi nel gesto

d’una quiete apparente

che si consuma nell’attesa

d’uno sguardo indulgente.

E tu, piano, posasti le dita

all’orlo della sua fronte:

i vecchi quando accarezzano

hanno il timore di far troppo forte.

(Fabrizio de André, Il sogno di Maria, La Buona Novella)

www.giulianolazzari.com

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IL SOGNO DI MARIAultima modifica: 2011-01-06T08:03:00+00:00da giuliano106
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