IL LINGUAGGIO SIMBOLICO

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Tutto quello che si vede nel mondo visibile,

è come un riflesso del sole di questo mondo…

Quando queste parole immaginose sono intese dall’orecchio

dei sensi

a tutta prima designano oggetti sensibili.

Infinito è il mondo spirituale:

come possono coglierlo parole definite?

Come possono i misteri contemplati nella visione estatica

venire interpretati da parole?

Quando i sufi trattano di quei misteri,

E quando la ragione ha volto lo sguardo verso il mondo,

ha trasferito certe parole che di là venivano.

L’uomo saggio si pone a considerare l’analogia,

quando volge lo spirito ai misteri e alle parole.

Benché non sia dato raggiungere analogia perfetta,

l’uomo, nondimeno, continua senza posa a cercarla.

In questo campo nessuno può giudicarti,

li traducono in immagini,

poiché gli oggetti dei sensi sono come ombre di quaggiù,

e questo mondo è come un fanciullo appena nato, e come la

nutrice quello al di là:

io credo che in principio tali parole furono assegnate,

nel loro impiego originale, a quei misteri.

E solo dopo venne dato un senso agli oggetti dall’uso della

gente:

che sa in effetti il volgo intorno a quei misteri?

E quando la ragione a volto lo sguardo verso il mondo,

ha trasferito certe parole che di là venivano.

L’uomo saggio si pone a considerare l’analogia,

quando volge lo spirito ai misteri e alle parole.

Benché non sia dato raggiungere analogia perfetta,

l’uomo, nondimeno, continua senza posa a cercarla.

In questo campo nessuno può giudicarti,

perchè non v’è un capo in questa setta salvo la Verità.

Però, per quanto tempo ti manterrai te stesso, poni attenzione,

poni attenzione!

E stattene alle espressioni usate nella Legge.

La licenza dei mistici è di tre ‘stati’:

l’annichilimento, l’inebriamento, e il fervere dell’amore.

E tutti quelli che provano simili stati,

conoscono l’impiego di quelle parole e il loro senso.

Ma se di tali stati non hai fatto la prova,

non essere come l’infedele ignorante: non ripeterli macchinalmente.

Tali stati mistici non sono vane illusioni,

ma non tutti giungono ai misteri della Via.

O amico, dall’uomo sincero non viene l’inutile cianciare,

la rivelazione e la fede sono richieste per conoscere questi stati….

…Qual è quel mare del quale la parola è riva?

Qual è la perla che sta nel suo profondo?

L’essere è l’oceano, la parola è la riva,

le conchiglie sono le lettere, le perle la conoscenza del cuore.

E in ogni onda essa proietta mille perle regali:

di tradizioni, di parole sante, di testi.

A ogni istante ne sorgono migliaia d’onde,

ma la sua acqua non diminuisce d’una sola goccia.

La conoscenza nasce in questo mare;

ciò che racchiude le sue perle, sono le lettere e la voce.

Giacché un’allegoria presenta quei misteri,

conviene far ricorso a un’immagine.

Nel mese di Nisan ho inteso dire,

alla superficie del mare di Oman risalgono le ostriche perlifere;

esse salgono dal profondo dei flutti,

e si posano sulla superficie, la bocca aperta.

La bruma s’alza da questo mare,

e ricade in pioggia al comando di Dio.

Là dove s’apre ogni conchiglia, penetra qualche goccia,

e ogni bocca è sigillata come da cento legami.

Poi, con un cuore ricolmo, ogni conchiglia discende nell’abisso,

e ogni goccia di pioggia si fa perla.

Il tuffatore si getta nella profondità dell’oceano,

e ne riporta perle scintillanti.

La riva è il tuo corpo, quello dell’essere è il mare,

la bruma è la grazia, e la pioggia è la conoscenza dei nomi.

Chi si tuffa in questo mare è la ragione umana,

che nelle sue pieghe avvolge cento perle.

Il cuore è come una brocca per la conoscenza,

la voce e le lettere sono le conchiglie della conoscenza del cuore.

L’anima si slancia come un lampo repentino,

all’orecchio attento riporta quelle lettere.

Spezza dunque la conchiglia, coglie la perla regale,

ne getta lontano il guscio, ne asporta la dolce mandorla.

Glossari, etimologia, morfologia:

altro non sono che viluppi di lettere.

colui che consacra la sua vita a queste cose,

sperpera in vanità una vita preziosa.

Della noce, ha ottenuto solo il secco guscio.

Non si trova il nocciolo, senza rompere il guscio.

Ma senza guscio non matura il nocciolo:

solo dalla conoscenza essoterica nasce la dolce conoscenza della fede.

O anima del mio fratello, ascolta il mio consiglio!

Con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, cerca questa conoscenza

della fede…

Corri a purificare le tavole del tuo cuore

perché un angelo venga a dimorare con te.

Acquista da lui quella conoscenza che è il tuo retaggio,

comincia ad arare il tuo campo per la messe dell’aldilà.

Leggi i libri di Dio: quello della tua anima e quello

dei cieli.

(Mahmud Shabestari)

 

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IL LINGUAGGIO SIMBOLICOultima modifica: 2011-01-17T20:00:00+00:00da giuliano106
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