WASHINGTON McNeely

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Ricco, onorato dai miei concittadini,

padre di molti figli, nati da madre nobile,

tutti allevati là

nella grande villa, dove la città finisce.

Guardate quel cedro sul prato!

Tutti i miei figli frequentarono Ann Arbor,

tutte le figlie Rockford,

e la mia vita trascorreva, e accumulavo altre ricchezze e altri onori

– riposando sotto il cedro la sera.

Gli anni passarono.

Mandai le ragazze in Europa;

diedi loro una dote quando si sposarono,

e capitali ai ragazzi per lanciarli negli affari.

Erano figlioli forti, promettenti come mele

quando ancora non mostrarono il baco.

Ma John fuggì il paese, rovinato.

Jenny morì di un parto

– io sedevo sotto il cedro.

Harry si uccise dopo una notte di bagordi.

Susan divorziò

– io sedevo sotto il cedro.

Paul si ammalò per il troppo studiare,

Mary divenne reclusa in casa per l’amore di un uomo

– io sedevo sotto il cedro.

Se ne andavano, o la vita li azzoppava o li inghiottiva

– io sedevo sotto il cedro.

La mia compagna, la loro mamma, mi fu tolta

– io sedevo sotto il cedro.

Fino a che i novant’anni scoccarono.

O Terra materna che culli e assopisci la foglia caduta!

(Masters, Antologia di Spoon River, Einaudi)

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WASHINGTON McNeelyultima modifica: 2011-03-08T14:00:00+00:00da giuliano106
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