STABILIRE UN LEGAME…: DAGLI SCIAMANI A WEGENER (5)

Precedente capitolo:

un-sogno-esquimese-4.html

Prosegue in:

sciamani-6.html

paginedistoria.myblog.it


ricerche-in-collaborazione-fig-5.gif

 

 

Per l’ipotesi da noi fatta che l’Atlantico rappresenti una spaccatura, i

cui bordi si trovavano un tempo riuniti, è necessario un severo controllo,

quale è dato da un confronto della struttura geologica delle due parti.

Ci si può infatti attendere di trovare in ognuna di esse alcune pieghe

ed altre formazioni anteriori alla rottura, cioè che le loro estremità

siano disposte dalle due parti dell’oceano in modo da apparire nella

ricostruzione l’una come un prolungamento immediato dell’altra.

Dato che questa ricostruzione segue le linee obbligate dei bordi dei

continenti e non permette un adattamento alle ipotesi, abbiamo qui

un criterio del tutto indipendente e molto importante per giudicare

l’esattezza della teoria della deriva dei continenti.

paleogeographic.jpg

La spaccatura atlantica presenta la maggiore ampiezza nel sud, ove

si produsse da principio e ove ammonta a 6220 Km. Tra il Capo

San Rocco e il Camerun vi sono solo 4880 Km, tra la Nuova Zelanda

e l’Inghilterra 2410, tra Scoresbysund e Hammerfest 1300, e tra la

Groenlandia nord-orientale e lo Spitzberg 300 Km circa.

Sembra che la frattura si sia verificata in tempi molto recenti.

Cominciamo dal sud.

wegener (1).jpg

Molto al sud nell’Africa in direzione da est ad ovest si trova un

gruppo di catene a pieghe, che risalgano al Permiano (monti

Zwarten).

Nella ricostruzione, il prolungamento di questa catena verso ovest

va a colpire la parte a sud di Buenos Aires, che non presenta sulla

carta alcun rilievo. Ora è molto interessante il fatto che Keidel nelle

Sierre che si trovano in questa località, specialmente in quelle del

sud fortemente corrugate, ha riconosciuto che per la loro struttura,

per la successione delle rocce e per i fossili che contengono, non solo

sono del tutto simili alle pre-Cordigliere delle province San Juan e

Mendoza, che terminano alle Ande, ma soprattutto ai monti del

Capo.

Nelle Sierre della provincia di Buenos Aires, specialmente nel tratto

sud, noi troviamo un succedersi di strati molto simile a quello delle

montagne del Capo. Una grande concordanza sembra esserci per lo

meno in tre strati: nello strato inferiore di arenarie, formatosi per

fenomeni di trasgressione nell’eo-Devoniano, negli scisti ricchi di

fossili, che rappresentano il massimo di questa trasgressione, e in

una forma caratteristica più recente, i conglomerati glaciali del

Paleozoico superiore….Sia i sedimenti della trasgressione devonica

che il conglomerato glaciale sono fortemente ripiegati come le catene

del Capo; e in ambedue i casi la direzione del movimento è volta

verso nord.

a1.jpg

Ciò sta a dimostrare che qui si tratta di un antico piegamento di

grande estensione, che attraversa la punta dell’Africa, passa per l’

America meridionale a sud di Buenos Aires e quindi, piegando verso

nord, va a raggiungere le Ande. Oggi i resti di questo piegamento

sono separati da un oceano della larghezza di oltre 6000 Km.

Nella nostra ricostruzione, che non si presta ad alcun adattamento,

le singole parti coincidono esattamente: le distanze del Capo San

Rocco o dal Camerun sono uguali.

Questa prova dell’esattezza della nostra ricostruzione è molto

significativa e qui torna il paragone delle due metà di una carta da

visita lacerata in segno di riconoscimento. E la concordanza è pregiudicata

assai poco dal fatto che la catena del sud-Africa, raggiungendo la costa,

si dirama verso nord nella catena dei monti Cedar, in quanto questo

ramo, che poi si perde presto, ha i caratteri di una deviazione locale, che

può essere dovuta a una qualche discontinuità prodottasi nel punto di

una frattura successiva.

a2.jpg

Diramazioni analoghe si osservano in misura ancora superiore in Europa

nelle catene del Carbonifero e nel Terziario, e non per questo si trova

qui un impedimento nel ragruppare queste pieghe in un sistema unico

e nell’attribuirle ad un’unica causa. Anche se il piegamento africano si è

protratto fino ai tempi più recenti, come hanno dimostrato studi ulteriori,

non è il caso di parlare di epoche diverse.

Ma questo prolungamento dei monti del Capo nelle Sierre di Buenos Aires

non è la sola conferma che ricevano le nostre idee; molte altre prove si

ritrovano lungo le coste dell’Atlantico. Anche ad un esame superficiale il

grandioso tavolato di gneiss dell’Africa mostra grande somiglianza con

quello del Brasile. E che questa somiglianza non si limiti solo ai caratteri

generali è dimostrato sia dalla presenza delle rocce eruttive e dei sedimenti,

sia dalle antiche direzione delle pieghe.

(Alfred Wegener, La formazione dei Continenti e degli Oceani)

 

Iceland.A2003247.1410.250m.jpg

 




STABILIRE UN LEGAME…: DAGLI SCIAMANI A WEGENER (5)ultima modifica: 2011-03-17T15:00:00+00:00da giuliano106
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento