IL VERBALE 4

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E soprattutto il signor Momus nella sua veste di funzionario non

vi potrà mai fare la minima allusione.

Per lui si tratta soltanto, come ha già detto, di una relazione, in

ossequio alla regola, sugli avvenimenti di oggi ; egli non dirà di

più anche se lei lo interroga subito a proposito delle mie parole.

– Signor segretario, chiese K., – Klamm leggerà quel verbale?

– No, rispose Momus, a che scopo?

Klamm non può leggere tutti i verbali, anzi non ne legge mai 

nessuno.

– Lasciatemi in pace coi vostri verbali!, dice sempre.

– Signor agrimensore, si lamentò l’ostessa, -lei mi sfinisce con le

sue domande. E’ forse necessario, o soltanto desiderabile, che 

Klaus legga questo verbale e sia informato di tutte le futilità della

sua vita? Non farebbe meglio, lei, a pregare a mani giunte che si

nascondesse a Klamm quel rapporto, preghiera che d’altronde sarebbe

stolta quanto la prima- chi potrebbe nascondere qualcosa a Klamm?

– ma che rivelerebbe in lei qualche tratto più simpatico?

E poi è necessario, per quel che lei chiama la sua speranza, che Klamm

legga il verbale? Non ha dichiarato lei spesso che si acconteterebbe di 

poter parlare davanti a Klamm, anche se lui non la guardasse nè

l’ascoltasse? E grazie al verbale lei non ottiene almeno questo, e 

forse molto di più?

– Molto di più? chiese K., e in che modo?

– Lei è come un bambino bisogna spiegarle tutto per filo e per segno.

Chi può rispondere a una domanda simile?

Il verbale sarà passato agli archivi di Klamm e, gliel’hanno detto or 

ora, altro con sicurezza non si può affermare.

Ma lei, capiscel’importanza del verbale, e del signor segretario, e 

degli archivi del villaggio?

Sa cosa significa esser interrogato dal signor segretario?

Forse, anzi probabilmente, non lo sa neanche lui stesso.

Se ne sta lì, seduto tranquillo, e compie il suo dovere, per la regola,

 come ha detto.

(F. Kafka, Il Castello)

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IL VERBALE 4ultima modifica: 2011-06-19T07:20:00+00:00da giuliano106
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