UNA FUGA 2

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Eppure continuavamo a viaggiare senza sosta.

Altri uomini morirono, i loro nomi vennero cancellati

dagli elenchi, ma il lungo serpente formato dai 60 e più

carri bestiame continuò a divorare innumerevoli chilometri.

L’estensione della Russia produce un senso di vero

sgomento.

Giungemmo all’importante centro siberiano di Novo Sibirsk,

che riconoscemmo, eravamo dunque quasi a tremila chilometri

di distanza dal luogo dal quale eravamo partiti, nei pressi di      

Mosca, e il treno continuava ad avanzare. 

Avevamo percorso oltre 3200 chilometri verso levante,

quasi sempre in linea retta, allorché attraversammo

lentamente Krasnoyarsk e vedemmo il frumento

ammucchiato all’aperto,e prossimo a marcire, come

palesavano i germogli verdi che vi spuntavano in mezzo

 poichè non esistevano né mano d’opera nè mezzi di

trasporto per immagazzinarlo.

Dopo aver proseguito per circa una dozzina di chilometri 

sostammo su un binario dove non avremmo potuto essere visti    

né uditi dalla città.

Una squadra di manovali ( della 101 e di Tyssen ) percorse

accuratamente tutto il treno controllando, doveva trattarsi

di una fra le più attive categorie di operai addetti alle

stazioni, poiché ogni volta che se ne presentava la

possibilità, durante il lungo viaggio essi controllavano

 con energia.

(Slavomir Rawicz, La lunga marcia, Rizzoli)  

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UNA FUGA 2ultima modifica: 2011-06-20T11:00:00+00:00da giuliano106
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