GIUGNO 362 una mattina

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Un vescovo anziano si alzò in piedi.

Indossava l’umile tunica di un sant’uomo, e non le ricche

vesti di un principe.

– Esiste un solo Dio. Uno solo, dall’inizio dei tempi.

– Sono daccordo. E può assumere tutte le forme che vuole,

perché è onnipotente.

– L’unico Dio ha una sola forma. La voce del vecchio, per quanto

esile era ferma.

– E quest’unico Dio non si è forse rivelato nel libro sacro degli ebrei?

– Sì, Augusto. Ed è sempre Dio.

– E Mosè non ha forse detto, nel libro che si chiama Deuteronomio:

– Nulla aggiungerai alla mia parola, e nulla toglierai?

E non ha maledetto chi trasgredisce la legge che Dio gli ha dato?

Ci fu una pausa. I vescovi erano scaltri e capivano bene che gli

stavo tendendo una trappola: ma erano costretti a seguire il

libro sacro, perchè non c’è nulla di ambiguo, in quel passo.

– Tutto ciò che ha detto Mosè, come tu stesso affermi, non solo

è vero, ma eterno.

– Allora, dissi facendo scattare la trappola, perché modificate

la legge a vostro piacimento?

– Avete tradito in mille modi non solo Mosè, ma anche il Nazzareno,

dal giorno in cui l’eretico Paolo di Tarso ha detto:- Cristo è la fine

della legge!

Voi non siete né ebrei, né galilei, ma semplici opportunisti.

A quel punto scoppiò l’uragano.

I vescovi balzarono in piedi gridando frasi dei testi sacri, insulti,

minacce. Per un momento pensai che avessero intenzione di

aggredirmi lì sul trono, ma per quanto furibondi, si mantennero

nei limiti.

Mi alzai e mi diressi verso la porta in fondo alla sala, ignorato dai

vescovi, che adesso si insultavano a vicenda, oltre a insultare me.

Stavo per uscire dalla sala, quando l’anziano vescovo che mi aveva

sfidato d’improvviso mi sbarrò il passo.

Era Maris di Calcedonia. Non ho mai visto tanto rancore sul viso di

un uomo.

– Sei maledetto!

Per poco non mi sputò in faccia. Il tribuno delle guardie scolari sguainò

la spada, ma io feci cenno di tenersi lontano.

– Forse da te, ma non da Dio. Risposi in tono mansueto, quasi come un

galileo.

– APOSTATA !, mi gridò in faccia.

Sorrisi.

– Non io. Tu. Io adoro gli stessi dèi che gli uomini hanno adorato fin

dall’inizio del mondo.

Sei tu che hai abbandonato non solo la filosofia, ma Dio stesso.

– Brucerai all’inferno!

– Attento, vecchio, sei tu quello in pericolo. E tutti voi.

Non pensare che tutte le generazioni che si sono succedute dalla

morte del Nazareno contino più di un istante, nell’eternità.

Il passato non cessa di esistere solo perché voi vi ostinate a

ignorarlo.

Quello che tu adori è il male. Hai scelto la divisione, la crudeltà, 

la superstizione.

Ebbene, o intenzione di fermare questa malattia, di recidere

il tumore, di rafforzare lo Stato….

Ora fatti da parte, amico, e lasciami passare.

(G. Vidal, Giuliano, Fazi)

                                          

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GIUGNO 362 una mattinaultima modifica: 2011-06-22T18:00:00+00:00da giuliano106
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