L’AMMONIZIONE E LA LETTERA (la loro democrazia)

 

Voleva vedere che cosa avrei fatto del berretto (quel berretto

come la cacata del mio cane era tutto ciò che gli rimaneva…per il

senso e dovere della loro democrazia).

Lo tenni un po’ sulla corda.

Poi mi tolsi il berretto e lo misi sopra il casellario.

Stone arrivò di corsa con l’ammonizione.

Non la lessi.

La buttai nel cestino, lasciai il berretto dov’era e continuai

a infilare le lettere nelle caselle.

Sentivo la macchina da scrivere di Stone, urla ordini al telefono e

al computer. I tasti avevano un suono arrabbiato. 

Chissà come ha fatto a imparare a scrivere a macchina?

( alla scuola del partito ..ma quale partito?) pensai.

Arrivò di corsa. 

Mi porse un’altra ammonizione.

Lo guardai (beata ignoranza, ci casca sempre).

– Non è necessario che la legga. So già che cosa dice (sempre lo stesso ave..).

Dice che non ho letto la prima lettera di ammonizione.

Buttai la seconda lettera di ammonizione nel cestino.

Stone tornò di corsa con il telefonino in mano, alla sua macchina da scrivere.

Mi tese una terza lettera di ammonizione.

– Senta, dissi, lo so che cosa dicono le sue paginette, queste ammonizioni.

– Ma deve aver sbagliato persona.

(C. Bukowski, Post Office, Guanda)

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L’AMMONIZIONE E LA LETTERA (la loro democrazia)ultima modifica: 2011-06-26T18:00:00+00:00da giuliano106
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