SONO MORTO! MAMMA MIA!

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Il fuoco cessa a poco a poco.

Ed ecco una voce, due voci, tre, cento, lacerare l’oscurità.

Voci di dolore, voci terrorizzate, voci strazianti.

Alcuni shrapnels spengono rapidamente l’agonia dei moribondi.

Una voce sola non si spegne. Essa proviene dai nostri reticolati.

Le mine devono aver fatto compiere allo sciagurato un volo di una ventina di metri.

– Sono morto, grida un ferito.

– Mamma mia!

Uno sharapnel copre per un attimo, col suo scoppio, le parole dolorose.

La voce tace, l’infelice è stato certo colpito e quel po’ di vita che gli rimaneva

se n’è andato.

Una liberazione.

Ormai attaccato ai reticolati, c’è soltanto un cadavere.

Il cielo sia ringraziato!

Ma la voce si leva di nuovo, più forte, più straziante di prima:

– SONO MORTO! MAMMA MIA!

– Scovatelo, scovatelo, per Dio! Non si può resistere.

– Cercatelo tra i paletti di ferro o in quella buca, laggiù.

Due uomini avanzano nell’antifosso. Ci domandano dove possa essere l’italiano.

Sono tirolesi

– Deve trovarsi a sinistra, più a sinistra! rispondiamo.

Sotto la luce dei razzi, i due soldati si gettano a terra e cercano di giungere, carponi,

sotto i reticolati. Ma dopo pochi minuti, ci gridano qualcosa che non riusciamo a

comprendere e tornano indietro.

Adesso il poveretto tace.

Questa volta non vi è più dubbio che sia morto.

Rimango, tuttavia, ancora in ascolto per un certo tempo, mentre il fuoco si smorza

quasi del tutto. Quindi rientro nel forte.

(M.R. Stern, 1915-18 La guerra sugli Alti-piani)

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SONO MORTO! MAMMA MIA!ultima modifica: 2011-07-12T07:49:00+00:00da giuliano106
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