16 AGOSTO 1924 (In ricordo di G. Matteotti)

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16 agosto 1924

 

 

Le elezioni generali dell’aprile 1924 diedero una grande maggioranza

al governo; ma, nonostante minacce e violenze, nonostante revisioni e

manipolazioni, l’opposizione raccolse un numero cospicuo di voti

in alcune città-chiave e in alcune province specialmente della Lombardia.

La mattina dopo le elezioni, Mussolini, momentaneamente a Milano,

volle di nuovo ‘vedere’ l’autore del libro. 

16 agosto 1924

Questi, che aveva cessato di scrivere di politica subito dopo l’accordo

italo-jugoslavo, andò contro voglia all’intervista.

Mussolini era lì come una trota pronta per la sua intervista…

Aveva un aspetto truce e preoccupato.

– Che cosa ne pensa,

mi chiese a bruciapelo,

– Dei risultati elettorali in Lombardia?

– Penso,

risposi,

– Che sono un avvertimento. Ciò che succede in Lombardia di solito

è un presagio di ciò che avverrà in tutto il paese. I risultati elettorali

indicano, evidentemente, un aumento dello scontento.

– Che cosa farebbe al mio posto?

– Cercherei,

mi avventurai a dire,

– Di attuare il progetto cui ha accennato in un discorso al Parlamento,

molto tempo fa. Ella disse che i tre grossi partiti più seguiti, fascista,

socialista e cattolico, dovrebbero lavorare insieme per il bene della

nazione; che le fazioni devono morire se questo è il mezzo per far

vivere la nazione. Lei può farlo. Vedo che ha i mezzi….

– Troppo tardi! 

16 agosto 1924

Queste furono le ultime parole che io abbia udite dalle sue labbra.

Due mesi dopo ci fu il delitto Matteotti.

Otto mesi dopo l’Italia cadde in balìa della tirranide.

Che Mussolini debba o non debba essere ritenuto diretto responsabile

dell’assassinio del giovane deputato Matteotti, le cui violente accuse lo

avevano così profondamente turbato è un problema morale la cui

importanza storica è relativamente di poca importanza.

Nonostante tutte le prove raccolte, una mente oggettiva a cui non

piace addossare sulle spalle di un suo simile più colpa di quanto

non sia strettamente necessaria, può ancora supporre che i gregari

di Mussolini diedero un’interpretazione erronea e brutale alle sue

parole, e che mentre egli manifestava ira o proferiva minacce nel

tono sanguinario degli ubriaconi di Romagna, accompagnato alle

sue camicie nere, essi credettero di capire nelle sue frasi violente

ma imprecise, scandite con frequenza precisa e puntuale, una

condanna a morte! 

16 agosto 1924

La stessa mente oggettiva può anche credere che da principio 

i gregari non pensassero all’omicidio, forse solo intimidazioni.

Forse essi – come disse poi la versione ufficiale e come sentenziarono

i giudici (????), ossequienti come al solito (come lo può essere un

buon gladiatore con il suo imperatore) – avevano unicamente l’

intenzione di dare una buona lezione a Matteotti, uno fuori dal coro

della cricca, cricca a cui gli aguzzini e carnefici,…. obbedivano.

Poi una colluttazione imprevista nell’automobile li fece andare 

oltre alle prime intenzioni.

Ma noi sappiamo per certo la verità!

(G.A. Borgese)

 

 

16 agosto 1924

  

16 AGOSTO 1924 (In ricordo di G. Matteotti)ultima modifica: 2011-08-15T20:00:00+00:00da giuliano106
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