LA STUDIA

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la studia

 

 

Già, quel che si chiama sapere. Ma chi

si rischia a dire pane al pane?

I pochi che hanno saputo qualcosa,

che hanno dato corso, pazzi, alla piena dell’anima

e fatte palesi alle plebi le proprie passioni e i pensieri,

li hanno da sempre messi in croce o sul rogo.

Prego, amico: è notte alta.

Per questa ….epoca talvolta… dobbiamo interrompere. 

la studia

FAUST

(…entrando insieme al can barbone…)

Prati e campi li ho lasciati,

li copre una notte profonda

che con l’ansia d’un sacro spavento

ridesta l’anima nostra migliore.

Dormono gli impeti veementi

ora e le azioni scatenate.

L’amore per gli uomini ora si leva,

si leva l’amore di Dio.

 

Cane, a cuccia! Non correre su e giù!

Che c’è da annusare alla soglia?

Mettiti giù dietro la stufa.

Ti darò il mio cuscino migliore.

Là sulla strada del monte tu ci hai divertiti,

con le tue corse, coi tuoi salti

e ora lascia che mi occupi di te

come di un ospite gradito e riservato.

 

Ah, quando nella stretta cella

riarde la lampada amica

si fa luce allora in noi,

nel cuore che conosce se stesso.

La ragione riprende il discorso,

la speranza riprende a fiorire.

Si ha sete d’acqua della vita,

sete delle sue sorgenti.

 

Non guaire, barbone! Alle sante armonie

che ora mi prendono l’anima

non s’accorda il tuo ringhio di bestia.

Siamo avvezzi a sentire che gli uomini deridono

quello che non intendono

e di fronte a bellezza e bontà,

infastiditi, spesso brontolano.

Ringhiare a quelle vuole, come loro, il cane?

(Prosegue in Pagine di Storia)

 

 

la studia

 

LA STUDIAultima modifica: 2011-10-31T14:00:00+00:00da giuliano106
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