SALIMBENE DE ADAM

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La Cronaca di Salimbene inizia così:

 

‘Durante il mio soggiorno nel convento dei Frati Minori di Parma,

quando già ero sacerdote e predicatore, si presentò un giovane del

luogo, di famiglia di basso rango, illetterato e laico, idiota e stolto,

di nome Gherardino Segarelli’.

 

E’ proprio un esordio fortemente programmatico.

Contiene in sostanza l’intera linea interpretativa che Salimbene

verrà poi svolgendo nella sua Cronaca.

Un giudizio netto e negativo precede tutta l’esposizione dei fatti.

Il tono è assertorio, e non vi è ombra di un atteggiamento

minimamente dubitativo. I dispregiativi ‘illetterato e laico, idiota

e stolto’ accompagnati al ‘famiglia di basso rango’ si contrappongono

alle qualifiche dello stesso Salimbene ‘sacerdote e predicatore’.

A parte il fatto che l’aggressivo ‘laico’ non può in nessun caso

venire proposto con valenze negative, le qualifiche del Salimbene

contrapposte ai dispregiativi del Segarelli servono per collocare

se stesso su un piano incomparabilmente più elevato e perciò

incontestabile.

Si tratta di una sottintesa intimidazione verso il lettore.

Da notare che all’incirca con gli stessi epiteti fu qualificato Valdo

all’inizio della sua predicazione.

Che l’aggettivo ‘laico’ venga qui utilizzato in senso spregiativo,

dimostra come i conventuali ritenessero improponibile che un

laico potesse parlare di Dio, di quel Dio che in sostanza pretendevano

di avere come in monopolio, come sequestrato da loro, e di cui

solo i chierici potevano parlare.

(Prosegue in Pagine di Storia)

 

 

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SALIMBENE DE ADAMultima modifica: 2011-11-03T00:00:00+00:00da giuliano106
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