NELLA FERTILE TERRA CHE LA STORIA VUOL DIMENTICARE

 nella fertile terra che la storia vuol dimenticare

 

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nella fertile terra che la storia vuol dimenticare

 

 

 

 

 

 

Niente viene trascurato per presentarlo come il più umano degli

uomini, animato da un amore profondo per la gente umile.

Molti scrittori, nazisti e antinazisti, si sono diffusi sul suo affetto

per i bambini, e la stampa nazista è gremita di fotografie che mo-

strano Hitler in compagnia di frugoletti.

Si racconta che, quando soggiona a Berchtesgaden, i bambini del

vicinato gli fanno visita tutti i pomeriggi, e che il dittatore in per-

sona serve caramelle, gelati e torte.

Secondo Phayre, ‘non ci fu mai uno scapolo di mezza età che tan-

to si deliziasse della compagnia dei bambini’.

 

nella fertile terra che la storia vuol dimenticare

 

La principessa Olga racconta (da uno dei suoi soggiorni di monta-

gna) quando si incontrò a Berlino col dittatore, e la conversazione

scivolò sull’argomento dei bambini, gli occhi di Hitler si colmaro-

no di lacrime.

La stampa nazista (e non…) non manca di fare buon uso di questo

atteggiamento, sfornando senza fine aneddoti e fotografie edifican-

ti. In pari misura, sfrutta il suo effetto per gli animali, e particolar-

mente per i cani: anche qui, un fiume di fotografie sta a dimostrar-

lo. Il piatto favorito della propaganda sono la modestia e la sempli-

cità di Hitler.

 

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Uno scrittore giunse al punto di attribuire la sua dieta vegetariana

all’orrore che gli ispirava il pensiero dei poveri animali trucidati

per il piacere degli uomini.

Si parla di Hitler come dell”affabile castellano’, ricco di gentilezza,

cortesia e generosità,o, secondo la versione di Oechsner, del Gran

Confortatore, padre, marito, fratello o figlio per tutti coloro cui

manchi, o che abbiano perduto, il rispettivo congiunto.

Un altro tratto cui la propaganda dedica ampi commenti è la sua

sobrietà. Il potere non gli è mai andato alla testa; al massimo del-

la sua potenza, egli è ancora lo spirito semplice che fondò il parti-

to, e la sua gioia più grande è di venir considerato ‘uno dei ragaz

zi…’ (che escono da scuola, o che vi rientrano….).

 

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Non ha mai tentato di impossessarsi di una corona, non veste 

uniformi sfarzose, non dà ricevimenti mondani. Anche dopo la

conquista del potere, ha continuato a indossare il vecchio cap-

potto a palandrana e un cappello a cencio, la sua uniforme è

ancora quella di un semplice soldato della cavalleria d’assalto.

Si è scritto molto sul piacere che gli procuravano le visite di

vecchi amici, e su quanto volentieri egli interrompesse la sua

giornata laboriosa per rievocare i tempi andati.

Nulla lo entusiasmava di più che frequentare i suoi antichi 

covi, e incontrare i vecchi camerati o partecipare alle loro

feste. Era rimasto nell’animo un umile lavoratore, e i suoi

interessi erano sempre rivolti alle classi lavoratrici, con le

quali si sentiva completamente a suo agio.

Hitler è anche un uomo di incredibile energia e resistenza.

La sua giornata conta da 16 a 18 ore di ininterrotto lavoro.

E’ assolutamente instancabile quando si tratta di prodigar-

si per la Germania e il suo futuro benessere……..

(Langer, Psicanalisi di Hitler)

 

 

 

 

 

 

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NELLA FERTILE TERRA CHE LA STORIA VUOL DIMENTICAREultima modifica: 2012-01-27T12:00:00+00:00da giuliano106
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