DA DIO A DIO (2)

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…E si mi domandassero in che modo io creda in Dio, vale

a dire come Dio si crea dentro di me e mi si rivela, forse

susciterei il sorriso, il riso o persino lo scandalo di chi mi

ascoltasse.

Io credo in Dio come credo nei miei amici, per il fatto di

sentire in me il soffio del suo affetto, e la sua mano invisibi-

le e intangibile che mi conduce, che mi guida e mi opprime,

poiché ho coscienza profonda di una provvidenza individua-

le e di una mente universale che traccia il mio stesso destino.

E il concetto – un concetto dopotutto! – non mi dice e non mi

insegna nulla.

Più volte nel corso della vita mi sono visto in bilico sul ciglio

dell’abisso, più volte mi sono trovato a un crocevia con una

moltitudine di sentieri che mi si apriva dinanzi, prendendo 

uno dei quali avrei rinunciato agli altri, giacché le strade del-

la vita sono irreversibili; e più volte in tali momenti irripetibi-

li ho sentito l’impulso di una forza cosciente, sovrana e amo-

rosa.

Può uno sentire che l’Universo lo chiama e lo guida come una

persona chiama e guida un’altra, può udire nel proprio intimo

la sua voce che senza parole ci dice:

‘Va’ e predica a tutti i popoli!’.

Come potete sapere che l’uomo che vi sta dinanzi ha una coscien-

za come la vostra e che anche un animale ne ha una, più o meno

oscura, e che invece una pietra non la possiede?

Attraverso il modo in cui l’uomo, in quanto uomo simile a voi,

si comporta nei vostri confronti, e per il fatto che la pietra non

agisce in alcun modo su di voi ma subisce soltanto la vostra

azione. Per questo dunque, credo che l’Universo abbia una co-

scienza simile alla mia, poiché con me si comporta umanamente,

e sento che una personalità mi avvolge.

Ho davanti una massa informe, simile a una creatura animale;

non ne distinguo le membra; vedo soltanto due occhi che mi

guardano con lo sguardo umano, di un mio simile, uno sguardo

che chiede la mia compassione, e sento che respira.

E concludo che in quella massa informe vi è una coscienza.

E così, e non altrimenti, il cielo stellato guarda con sguardo so-

vrumano, divino, colui che crede e chiede suprema compassione

e amore supremo; e nella notte serena senti il respiro di Dio che

ti tocca nel più profondo del cuore, e ti si rivela.

E’ l’Universo che vive, soffre, ama e chiede amore. 

(M. De Unamuno, Del Sentimento tragico della vita)

 

 

 

 

 

 

da dio a dio 2

 

DA DIO A DIO (2)ultima modifica: 2012-03-29T10:00:00+00:00da giuliano106
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