FRA MICHELE DA CALCI

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XIX. Letta che fu la confessione, el capitano si tornò dentro, non dando

sentenzia, come è usanza agli altri, e niuno ordine si tenne a lui, che

s’usasse di tenere agli altri che vanno alla giustizia.

Tornato che fu il capitano dentro, la famiglia con grande impeto lo

trassono fuori della porta del capitano, e rimase tutto solo, tra’ mascalzoni,

scalzo, con una gonnelluccia in dosso, parte de’ bottoni; e andava

col passo larghetto e col capo chinato, dicendo ufficio, che veramente

parea uno de’ martiri: e tanto popolo v’era che appena si potea

vedere.

Et a tutti increscendone, diceano:

deh! non voler morire!

Et esso rispondea:

io voglio morir per Cristo.

E dicendogli:

oh! tu non muori per Cristo!

Et esso dicea:

per la verità.

E alcun gli dicea:

oh! tu non credi in Dio!

E esso rispondea:

io credo, e nella vergine Maria, e nella santa Chiesa.

E alcuno gli dicea:

sciagurato, tu ài il diavolo a dosso che ti tira.

Ed e’ rispondea:

Iddio me ne guardi.

E così, andando, rispondea di rado, e non rispondea se non alle

cose che gli pareano di necessità, e rade volte alzando gli occhi 

altrui.

XX. E quando giunse dal canto del Proconsolo, essendovi grande

romore del popolo che traeva a vedere, e alcuno fedele, veggendolo,

si mischiò tra gli altri dicendo:

Frate Michele, priega Iddio per noi.

A’ quali egli, alzando gli occhi, disse: andate che siate benedetti,

cattolici cristiani.

XXI. E da’ Fondamenti di santa Liperata, dicendogli alcuno:

sciocco che tu se’, credi nel papa.

E que’ disse, alzando il capo: 

voi ve n’avete fatto Iddio di questo vostro papa; come vi conceranno

ancora!

E più oltre, essendogli anche detto, e esso disse, quasi sorridendo:

questi vostri paperi v’ànno ben conci!

Onde molti meravigliandosi diceano:

e’ va alla morte allegramente!

XXII. Quando giunse a santo Giovanni, essendogli detto:

pentiti, non voler morire.

Et esso dicea:

io mi pento de’ peccati miei.

Ed alcuno gli dicea:

campa la vita.

E esso dicea:

campare i peccati.

XXIII. E di là dal Vescovado, dicendogli alcuno:

tu non ti raccomandi a persona che prieghi Iddio per te!

Et esso con voce alta:

io priego tutti i fedeli cristiani cattolici che prieghino Iddio 

per me.

XXIV. E da Mercato Vecchio a Calimala, essendogli detto:

campa, campa;

et esso, rispuose:

campate lo ‘nferno, campate lo ‘nferno, campate lo ‘nferno.

XXV. E giungendo in Mercato Nuovo, essendogli detto:

pentiti, pentiti;

ed e’ rispondea:

pentitevi de’ peccati, pentitevi de l’usure, delle false mercatanzie.

XXVI. E in su la piazza de’ Priori, essendogli detto:

pentiti di cotesto errore, non voler morire;

ed e’ diceva:

anzi è la fede cattolica, anzi è la verità, alla quale è obbligato

ciascuno cristiano.

XXVII. E alla Piazza del Grano, essendovi molte donne alle

finestre, e tavolieri, et gente che giucava, gli diceano:

pentiti, pentiti;

e que’ diceva:

pentitevi de’ peccati de l’usure, del giucare, delle fornicazioni.

E più oltre dicendogli molti:

non voler morire, sciocco che tu se’;

ed egli diceva:

io voglio morir per Cristo.

Et uno, infra gli altri, gli andò dando briga per più d’una balestrata,

dicendogli:

tu se’ martire del diavolo; credi tu saper più che tanti maestri; credi

tu che se ‘l maestro Luca conoscesse che cotesta fosse la verità, che

volesse perdere l’anima? vuogli tu sapere più di lui, che non sai

leggere a petto a lui!

Ed e’ disse:

se bene mi ricorda, il maestro Luca sa bene che tiene cotanti danari

contro alla regola sua, e non gli lascia!

E colui dicendogli:

oh! voi dite che noi siamo battezzati nè cristiani!

Ed e’ disse, guatandolo:

anzi dico che voi siete cristiani e battezzati, ma non fate quello che

dee fare il cristiano.

E colui cominciò a dire:

voce di popolo, voce di Dio.

Ed e’ disse:

la voce del popolo fece crocifiggere Cristo, fè morire santo Pietro.

E qui gli fu data molta briga.

Chi diceva:

egli à il diavolo a dosso.

Chi:

egli muore eretico.

Quegli rispondea:

eretico non fu’ mai, nè voglio essere.

E qui chiamandolo uno fedele per nome, gli disse che pensasse

alla passione di Cristo.

Et esso si rivolse con volto lieto, e disse:

o fedeli cristiani cattolici, pregate Iddio che mi facci forte.





 

 

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FRA MICHELE DA CALCIultima modifica: 2012-04-12T00:00:00+00:00da giuliano106
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