IL LIBRO TIBETANO DEI MORTI (3)

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Questa è la condizione più importante del riconoscimento

che ti dovrà salvare…


(prega insieme a me):


‘Ohimè,

In questo momento, quando mi appare lo stato dell’esistenza

intermedia in cui si entra dal piano esistenziale, facendo dile-

guare le immagini terribili paurose e spaventose (che mi com-

parissero innanzi), io debbo riconoscere che quelle imagini so-

no imaginazioni del mio pensiero; le debbo riconoscere come

imagini proprie dello stato dell’esistenza intermedia.

In questo momento mi trovo in una situazione che può ostaco-

lare il supremo mio bene; non mi debbo impaurire delle deità

beatifiche e terrifiche che mi appariranno e che sono imagini del

mio stesso (pensiero)’.

Ripetendo queste parole in maniera chiara e tenendo bene a men-

te il loro significato va’ pure. La cosa più importante perché av-

venga quel riconoscimento è la consapevolezza che le imagini

terrifiche paurose e spaventose che sorgeranno sono visioni del

tuo pensiero; non dimenticare dunque queste parole.

O figlio di nobile famiglia, nel momento in cui il tuo corpo e la

tua mente si separano, avrai esperienza delle imagini del piano

esistenziale, puro, sottile, scintillante, luminoso, per sua propria

natura abbagliante di una luce che sgomenta come il miraggio che

appare con scintilli sui pianori deserti; di queste visioni; non spa-

ventarti, non aver paura; questo è il balenio del piano esistenziale

che è in te.

Riconoscilo come tale. Dal mezzo di quella luce, il suono dell’esis-

tenzialità con voce violenta verrà come rombo di mille tuoni che

scoppiano nello stesso momento. Questo è il suono del piano esis-

tenziale in te stesso (racchiuso); perciò non spaventarti, non aver

paura.

Adesso tu hai un corpo mentale costituito dalle propensioni del

tuo carma, non più un corpo materiale fatto di sangue e di carne.

Da quel suono, da quella luce, da quei balenii non ti può venire

né offesa né morte. Riconosci soltanto queste cose come tue pro-

prie imaginazioni; riconosci che tutto questo è lo stato ell’esisten-

za intermedia.

O figlio di nobile famiglia, se tu così non riconosci, quali siano

state le esperienze della tua mediazione mentre eri in vita, non

ricorrendo adesso a queste istruzioni, avrai timore di quella luce,

avrai spavento di quel suono, avrai paura di quel balenio.

Se non sarai consapevole della grande importanza di queste istru-

zioni, non riconoscendo che cosa siano quel suono, quella luce e

quel balenio, vagherai nel giro delle nascite e delle morti.

(Il Libro Tibetano dei morti)






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IL LIBRO TIBETANO DEI MORTI (2)

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Ora dunque, senza distrarti,                             

devi renderti padrone delle istruzioni

che dirò;

esse serviranno a farti riconoscere

questo stato dell’esistenza intermedia.

O figlio di nobile famiglia!

E’ arrivata quella che si chiama morte;

che è la dipartita da questo mondo

e non capita soltanto a te,

ma viene a tutti;

non restare attaccato,                        

desideroso e voglioso di

questa vita.

Anche se tu lo fossi

non avresti potere

(di cambiare la tua sorte),

non te ne verrebbe altra

cosa che seguitare a vagare

nel giro delle esistenze.

Non essere desideroso o

voglioso di questa

vita.                                               

Ricordati delle tre

Gemme Preziose.

O figlio di nobile famiglia!

Quando le paurose

e spaventose visioni

dell’esistenza

intermedia del piano

esistenziale ti

appariranno, non

dimenticare queste

parole ma va avanti,

tenendone bene a mente

il senso.

(Il Libro Tibetano dei morti)






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