UCCISO SU UNA CROCE E INTRISO DI DOLORE (2)

 ucciso su una croce e intriso di dolore

 

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Prosegue in:

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ucciso su una croce e intriso di dolore

 

 

 

 




Era dicembre e me ne andavo per la Fifth Street, la famosa

grande Skid Row, la strada più incasinata di tutte.

Cristo che pioggia e che vento quella notte!

Le nuvole si muovevano basse e travolgevano la strada co-

me una mandria di bufali scatenati.

A un certo punto mi imbattei in un suonatore di chitarra,

stava piantato in un angolo buio e di nome faceva Cisco

Kid.

 

ucciso su una croce e intriso di dolore

 

Era un tipo con le gambe lunghe, che aveva l’abitudine di

camminare rullando come se stesse sempre su una nave.

Aveva viaggiato parecchio per mare e toccato molti porti,

insomma i suoi ventisei anni li aveva vissuti abbastanza

intensamente.

Cantava bene, anche in falsetto, e strimpellava non male:

come me, con la pioggia o il sole, il freddo o il caldo, se ne

andava sempre con la chitarra a tracolla appesa con una

cinghia di cuoio.

Insieme percorremmo la Skid Row sbirciando dentro i bar

e le taverne tra le rumorose intermittenze delle insegne al

neon, alla ricerca di una comitiva da rallegrare.

Le vetrine macchiate e sporche, che neanche quel diluvio

riusciva a lavare, e le porte vecchie e malandate davano ai

locali un aspetto pallido e malato; all’interno uomini e don-

ne, ricchi e poveri se ne stavano tristemente a parlare del

più e del meno.

 

ucciso su una croce e intriso di dolore

 

Fuori qualche edicola cercava disperatamente di rimanere

aperta sotto la pioggia, per vendere ai pochi passanti fretto-

losi e fradici i giornali e i biglietti delle corse dei cavalli.

Le sale per le scommesse puzzavano fino all’inverosimile

di fumo stantio, di sputo e di sudore, affollate com’erano di

gente che urlava e bestemmiava sulle proprie scommesse.

Le vetrine dei banchi dei pegni erano stracolme di articoli

di ogni genere, buttati lì o appesi, impegnati probabilmente

proprio dalle persone che ne avevano più bisogno.

 

ucciso su una croce e intriso di dolore

 

C’erano arnesi da lavoro, pale, pialle, pannelli, compassi,

rubinetti di ottone, strumenti idraulici, seghe, asce, grossi

orologi che non camminavano dai tempi dell’ultima guerra,

tende e sacchi a pelo portati via ai vagabondi.

Ecco una tavola calda: lucidi sgabelli imbottiti, un banco

con tanti cibi, cibi allineati, e gente che mentre mastica e in-

goia spera che su Skid Row insieme alla pioggia caschi an-

che un po’ di fortuna…

Un fiume di rifiuti scorre ai lati della strada, lungo il bordo

del marciapiede; è una poltiglia bituminosa, fatta di pezzi

di carta in decomposizione, calunnie, bugie, letame, e tanta

roba che dai quartieri più ricchi scende giù per la collina…..

(Woody Guthrie, Questa terra è la mia terra)



 

 

 

 

ucciso su una croce e intriso di dolore

 

UCCISO SU UNA CROCE E INTRISO DI DOLORE (2)ultima modifica: 2012-09-03T15:00:00+00:00da giuliano106
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