L’HANNO PRESO IN CASTAGNA (sapori di stagione)

 l'hanno presso in castagna

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l’hanno preso in castagna 2 &

conversazione con il grande capo &

salustio (sugli dèi e il mondo)

dialoghi con Pietro Autier 2

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l’hanno preso in castagna

Da:

i miei libri &

Frammenti in rima



 

 

                                



Giungono a maturazione in Ottobre le castagne, soprannominate

dai latini ‘ghiande di Zeus’ perché anche quest’albero evocava il 

dio supremo, reggitore dell’ Universo, grazie al suo tronco corto 

possente e ai rami che si allargano in tutti i sensi rendendone la

chioma possente.

Un albero cosmico, forse?

Il suo nome è la traduzione del latino ‘Castanea’, identico al gre-

co che a sua volta deriva da ‘Castanis’, una città del Ponto, in

Asia Minore, dalla quale la pianta passò in Grecia e poi in Italia. 

Il Castagno (Castanea sativa), originario dell’Iran, è una specie

che può facilmente acclimatarsi in ogni regione del nostro conti-

nente, tranne nei terreni calcarei.

Può raggiungere i 30 metri di altezza e i 15 di circonferenza e 

vivere 1000 anni. Celebre per le sue dimensioni fu in Sicilia il

‘castagno dei cento cavalli’ situato sulle pendici dell’Etna, nel

territorio di Sant’Alfio, così detto perché nel XVI secolo Gio-

vanna d’Aragona, sorpresa da un temporale mentre si stava

recando a Napoli dalla Spagna, trovò riparo con tutto il segui-

to, composto di cento cavalieri, sotto le sue fronde.

Sebbene il tronco principale sia bruciato nel 1923, quel casta-

gno appare ancora gigantesco:

suoi attuali quattro polloni hanno una circonferenza comples-

siva di 50 metri. A quest’albero Giovanni Pascoli dedicò in My-

ricae una poesia, in lode del legno e dei frutti che hanno scalda-

to e sfamato generazioni di contadini e montanari:

‘Per te i tuguri sentono il tumulto or del paiolo che inquieto

oscilla;

per te la fiamma sotto quel singulto

                                  crepita e brilla;

tu, pio castagno, solo ti, l’assai

doni al villano che non ha che il sole;

tu solo il chicco, il buon di più, tu dai

                                      alla sua prole;

ha da te la sua bruna vaccherella

tiepido il letto e non desia la stoppia,

ha da te l’avo tremulo la bella

                         fiamma che scoppia.

Scoppia con gioia, stridula la scorza

de’ rami tuoi, co’ frutti tuoi la grata

pentola brontola.

Il vento fa forza

nell’impannata’.

(Florario, Miti, leggende e simboli di fiori e piante)



 

 
 
 
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L’HANNO PRESO IN CASTAGNA (sapori di stagione)ultima modifica: 2012-10-22T06:00:00+00:00da giuliano106
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