DISASTRO AMBIENTALE (4) (1 maggio 2010)


Da  Bp pagherà 4,5 miliardi di multa


 

disastro ambientale 4


Precedente capitolo:

disastro ambientale 3

Prosegue in:

Dialoghi con Pietro Autier 2 &

Pagine di storia





Il petrolio ha un’importanza equivalente a quella degli alimenti;

negli Stati Uniti, ad esempio, la produzione alimentare è respon-

sabile di circa un quinto del consumo complessivo del petrolio.

Ma il petrolio è ancora più importante come fonte energetica, in

quanto l’energia ha una presenza enorme nell’economia mondia-

le e nella vita di miliardi di persone.

Non è immediatamente comprensibile quanto questa presenza sia

nodale, e come l’abbondanza di energia sia l’elemento determinan-

te nel definire i modi di vita nelle nazioni industrializzate e nel dif-

ferenziarli da quelli della civiltà tradizionale.

Questa era subordinata al flusso irregolare dell’energia solare e, di

fatto, la fonte dell’energia muscolare degli uomini e degli animali

deriva dalle piante.

La rivoluzione industriale ha trasformato radicalmente l’economia

energetica mondiale, e in tal senso la storia energetica degli Stati U-

niti ci offre un modello di rivoluzione paradigmatico.

Sebbene durante tutto il periodo premoderno il legname fosse la

principale fonte energetica non derivata dall’energia muscolare,

quando alla fine del diaciannovesimo secolo i combustibili fossili

divennero largamente accessibili, prima il carbone e poi il petrolio

e i gas naturali, giunsero molto in fretta a costituire gran parte dei

budget energetici in quelle nazioni che ne avevano una disponibi-

lità immediata.

Da allora sia il consumo energetico pro capite sia quello totale sono

saliti alle stelle, soprattutto a seguito dello sviluppo di industrie co-

me quella automobilistica e quella energetica che meglio hanno sa-

puto cogliere i vantaggi offerti dai nuovi combustibili.

Oggi il consumo globale pro-capite di energia è circa 13 volte mag-

giore di quello del periodo pre-industriale, anche se dal 1700 la po-

polazione è solo decuplicata, ma naturalmente il consumo nelle na-

zioni industrializzate è decisamente più alto della media mondiale,

mentre nei paesi in via di sviluppo è di molto inferiore.

Il petrolio, che si estrae con facilità e ricco di energia, è la fonte ener-

getica di maggior valore ed è anche più diffusa sul pianeta, essendo

titolare del 37% della produzione energetica mondiale. 

Il petrolio ha inoltre un ruolo fondamentale nell’economia globale. 

Il valore e la disponibilità del petrolio come fonte di carburante per

il trasporto fa sì che rappresenti la quasi totalità del consumo ener-

getico in questo settore. 

Il consumo di petrolio è anche all’origine del 42% di tutte le emis-

sioni di CO2, principale gas serra di origine antropica. In questa

‘cultura del consumo energetico’, unica nella storia dell’umanità,

la salute, il benessere, la prosperità e le prospettive di miliardi di

persone, la loro sicurezza personale e quella delle loro nazioni,

sono influenzate in modo diretto dal prezzo e dalla disponibilità

del petrolio. 

Il petrolio è diventato indiscutibilmente la merce con la più gran-

de importanza strategica di tutti i tempi. In un’economia globaliz-

zata, esso accumuna tutte le economie e i popoli del mondo in un

unico modello. Ma proprio questo modello è soggetto a pressioni

sempre più forti: la schiavitù del mondo nei confronti del petrolio

genera minacce che si aggiungono al pressante dibattito sulla ne-

cessità di uscire dall’attuale regime energetico.

(WorldWatch Institute)




inquinamentodapet3.jpg

 

DISASTRO AMBIENTALE (4) (1 maggio 2010)ultima modifica: 2012-11-20T00:00:00+00:00da giuliano106
Reposta per primo quest’articolo