MALLEUS MALEFICARUM 1486-1487 (prima edizione)

 

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malleus maleficarum 1486-1487 (prima edizione)

 

 

 





…”Così sia possibile solo a chi ha creato l’anima insinuarvisi

tuttavia, con il permesso di Dio, anche i diavoli possono in-

sinuarsi nei nostri corpi.

E allora essi possono favorire impressioni nelle potenze in-

terne legate agli organi corporei. Pertanto così come vengo-

no mutati gli organi per quelle impressioni, altrettanto ven-

gono mutate le operazioni delle potenze nel modo in cui si

è detto, perciò essi possono trarre specie riservate ad una

potenza legata ad un organo, così possono trarre l’aspetto

di un cavallo dalla memoria che è situata nella parte po-

steriore della testa, spostando di luogo questo fantasma

fino alla parte mediana della testa dove c’è la cellula del-

la capacità immaginativa e infine, di conseguenza, fino

al senso comune che ha sede nella parte anteriore della

testa.

E possono mutare e sconvolgere tutto ciò così improvvi-

samente che necessariamente tali forme vengono consi-

derate esistenti qualora si presentino ad uno sguardo e-

sterno.

Un esempio si trova dovuto a un difetto naturale, nei

‘frenetici’ e negli altri ‘maniaci’.

….Così si potrebbe enumerare le altre malattie che le stre-

ghe hanno inflitto ai corpi degli uomini, come la cecità,

dolori acutissimi e convulsioni?

Tuttavia vogliamo rendere noti alcuni fatti che abbiamo

visto con i nostri occhi o che sono giunti alla conoscenza

di uno di noi due inquisitori.

Nel tempo in cui avveniva l’inquisizione sulle streghe

nella città di Innsbruck, ci fu riferito tra gli altri questo

caso: una persona onesta sposata con uno dei domestici

dell’arciduca, davanti al notaio depose secondo la forma

della legge che al tempo della sua giovinezza era stata a

servizio presso uno dei cittadini.

Ora accadde che la moglie di quest’uomo soffrisse di un

forte dolore di testa, e che una donna presentatasi per la

sua guarigione, volesse mitigare il dolore con le sue pre-

ghiere e con certi riti: ” Io”, disse, “osservavo attentamen-

te le sue pratiche e notai che, contrariamente alla natura,

l’acqua versata in una bacinella passava in un’altra pen-

tola e tutto ciò con cerimonie che qui non è il caso di rac-

contare.

Ma vedendo che con queste pratiche non era mitigato il

dolore di testa nella signora, piuttosto adirata dissi alla

strega: ” Io non so di che cosa vi occupiate, ma certo non

fate altro che cose superstiziose e ciò per il vostro torna-

conto”.

Allora subito la strega soggiunse: ” Fra tre giorni capirai

se sono riti superstiziosi o no”.

Ciò che seguì lo provò.

Infatti il mattino del terzo giorno mentre io ero seduta

tenendo il fuso, improvvisamente un forte dolore invase

il mio corpo; all’inizio un dolore interno, sebbene non vi

fosse parte del corpo che non sentisse orribili trafitture.

Quindi mi pareva come se mi fossero versati continua-

mente sulla testa carboni ardenti. Infine sulla pelle del

corpo, dalla testa alle piante dei piedi, non c’era spazio

quanto una punta di spillo in cui non vi fosse una pusto-

la piena di pus bianco.

Io rimasi così, ad urlare in questi dolori e a desiderare

solamente la morte fino al quarto giorno. Infine il mari-

to della padrona mi obbligò ad entrare in una stalla.

Io lo seguivo camminando lentamente, finché giungem-

mo alla porta della stalla.

Allora mi disse: ” Ecco: c’è un pezzo di stoffa bianca sul-

la porta”.

Io dissi: “Lo vedo”.

Allora lui: ” Toglilo se puoi, forse ti sentirai meglio”.

Allora, tenendomi con un braccio alla porta, con l’altra

mano presi la stoffa.

“Apri”, mi disse il padrone “e guarda che cosa c’è dentro”.

Quando sciolsi la stoffa, vi trovai dentro molte cose, in

particolare grani bianchi simili alle pustole che avevo su

tutto il corpo, vidi anche semi e erbe come non ne avevo 

mai potuto né mangiare né vedere, con ossa di serpenti

ed altri animali.

E così stupita, domandai al padrone che cosa ci fosse

da fare.

Egli mi ordinò di gettare tutto nel fuoco e così feci.

Immediatamente, non nello spazio di un’ora o di un

quarto d’ora, ma nel momento stesso in cui queste cose

furono gettate sul fuoco, io recuperai tutta la mia prece-

dente salute”.

(Malleus Maleficarum)

 

malleus maleficarum 1486-1487 (prima edizione)

 

Non dunque l’efficacia o l’inefficacia medica e terapeutica

era in questione, bensì la liceità o meno, il che riporta al te-

ma trattato nel Malleus relativo alla differenza tra esorci-

smi leciti ed esorcismi illeciti.

La medicina è per gli inquisitori dell’eretica pravità, essen-

zialmente un PROBLEMA POLITICO: anch’essa deve corri-

spondere al ‘modello’.

Ne troveremo tracce nell’Ottocento inoltrato allorquando,

per guarire disturbi, era non solo lecito ma consigliato som-

ministrare al malato un infuso realizzato mediante schegge

di legno tratte dalle croci poste sul cammino che conduce

a certi Sacri Monti:

QUESTE PRATICHE CORRISPONDONO  APPUNTO AL

‘MODELLO’.

Streghe danzanti sono le donne colpite dagli esiti dell’in-

gestione involontaria di sostanze tossiche di origine vege-

tale, come micidiale ‘claviceps purpurea’ presente nelle

coltivazioni di cereali e nelle successive operazioni di

stoccaggio e trasformazione a scopi alimentari.

E’ responsabile dell’ergotismo una terribile malattia che

si dirama lungo due direttrici diverse: alle quote più al-

te provoca stati convulsivi, alle quote più basse è respon-

sabile di stati gangrenosi che attaccano gli arti, cosicché

si può induttivamente stabilire una connessione origina-

ria tra l’isteria della strega e dello stregone e le stimma-

te della santa e del santo, la prima ritenuta indice e pro-

va di patto col diavolo, le seconde prova di miracoloso

connubio col divino.

Gli stati gangrenosi non di rado provocano addirittura

il distacco degli arti, come è documentato nell’eloquen-

te dipinto di Pieter Bruegel, I mendicanti.

 

malleus maleficarum 1486-1487 (prima edizione)


Gli stati convulsivi dell’ergotismo, con effetti anche psi-

chedelici, sono comprovati dall’Lsd che proprio dall’er-

gonovina, alcaloide presente in alcune specie di ‘clavi-

ceps purpurea’, è stato sintetizzato in laboratio nel 1943.

Le più note tra le sostanze stupefattive, che si ammantano

anche di un alone mitico, divino o diabolico, sono quelle

derivanti oltre che dalla segale cornuta, dalla mandragola,

dalla digitale, dalla belladonna, dal giusquiamo chiamato

‘erba apollinaria’ per la sua proprietà allucinatoria e visio-

naria, dalla canapa, dal papavero, dalla datura stramonio

conosciuta in Francia come ‘herbe aux sorciers o herbe

des démoniaques’, dalla cicuta, e da tante altre che entra-

vano giocoforza nell’alimentazione e persino nel pane

della povera gente.

Dall’assunzione di sostanze di questo genere possono

derivare ‘alterazioni funzionali che in alcuni casi posso-

no coinvolgere il sistema nervoso centrale’ in particola-

re crisi tireossica ed encefalopatia epatica.

Per alcuni derivati vegetali, come gli alcaloidi della digita-

le e della segale cornuta, sono sufficienti dosaggi anche re-

lativamente bassi, ‘a patto che l’assunzione sia continuati-

va e per periodi discretamente lunghi, il che fa pensare

all’assunzione anche involontaria dovuta alla cronica

mancanza di cibo in certe epoche della storia, e alla man-

canza di conoscenze precise e approfondite sulla materia’.

Soprattutto gli alcaloidi della belladonna rientrano nelle

sostanze ‘delirio-inducenti’: ‘All’osservazione del soggetto

è evidente uno stato confusionale, con netto offuscamento

della coscienza, disorientamento nel tempo e nello spazio,

eccitazione psicomotoria ed irritabilità, senso di angoscia.

Esistono massivi disturbi psicosensoriali, con frequenti

allucinazioni uditive o visive, disturbi del linguaggio ed

altri sintomi sia neuropsichici che fisici’.

Il passo è breve: dalla constatazione di stati di questo

genere, originati dalla natura, il witch-hunter conclude

senz’altro alla possessione diabolica e all’alterazione

stregonica della coscienza, in ciò aiutato dalla verificata

‘intermittenza’ con la quale tali stati si presentano nel

soggetto.

Dal malato all’indemoniato lo slittamento concettuale è

sequenziale nella logica della streghizzazione.

Ecco la strega (lo stregone o lo sciamano), che vede dia-

voli, che parla la lingua del diavolo, che vola, che vive

di notte e si presenta in modo aggressivo.

Anche in questo ambito di analisi il Malleus non riman-

da alla natura, bensì sempre e solo al DEMONIO e alla

strega (o all’eretico).

E’ come se non ci fosse ombra di dubbio sulla natura,

è come se la natura non esistesse, sopraffatta dal mali-

gno che come nube scura ricopre tutto il mondo reale.

Come è impensabile il femminile, così per Sprenger e In-

stitor è impensabile la natura.

I sogni, se esistono, anche i sogni sono ovviamente man-

dati dal demonio (quindi al macero della comunità e 

quotidianità che inquisisce strega e stregone, veggente

e sciamano).

(Mornese/Astori, L’eresia delle streghe)

 

 

 

 

 

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MALLEUS MALEFICARUM 1486-1487 (prima edizione)ultima modifica: 2012-12-19T00:00:00+00:00da giuliano106
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