DIALOGHI CON PIETRO AUTIER

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ORA TE QUI, DOMANDI.

E perseguiti.

Cosa vuol dire un frammento disgiunto dal tutto.

Potrei spiegare il – Tutto -, per poi approdare ad un

singolo frammento.

Ma te coglierai sempre e solo quello, perché non hai

occhi per vedere.

Orecchie per udire.

Lingua per parlare in nome del vero.

Io posso raccontarti – Eraclio- delle tante o troppe u-

miliazioni che in nome del vostro Dio, i tanti umili,

hanno patito e sofferto.

Allora in quei patimenti cosa diveniva la luce della

vostra creazione?

Quali colori e quali Dèi pensi pregavamo.

No – Eraclio -, serriamo la lingua, cantando e pre-

gando ad alta voce il tuo Dio.

Ma nella realtà dei fatti il mondo che illumina que-

ste esistenze, sotto questi stessi altari assume ben

altre tinte.

Allora la cosa creata assume una diversa prospet-

tiva.

Capire queste ragioni, è penetrare per il vero il si-

gnificato di un affermazione che altro non è che

un rifiuto.

Un rifiuto costante di credere che quel mondo bel-

lo, creato e perfetto, possa celare tanto orrore.

Noi in quelle umili tavolate ad immagine e somi-

glianza, non abbiamo tramato una bestemmia an-

tica, siamo solo convenuti ai troppi inganni.

E quando questi si fanno opprimenti, il nostro Sé,

spesso ha sentenziato  una diversa natura del tem-

po e delle cose, incarnato in questa umile materia

umida, che nell’umiltà di una candela, cercavamo

di far parlare.

In quegli istanti abbiamo pregato, abbiamo spez-

zato il pane e bevuto il vino, cercando al contrario

di quanto da te celebrato, di non tracannare il san-

gue di nessuna vittima, e soprattutto di mangiar-

ne le carni sacrificali.

Se questa può dirsi bestemmia, nella pace della

comunione del gesto, non abbiamo arrecato offe-

sa ad alcuno.

(Giuliano Lazzari, Dialoghi con Pietro Autier)





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DIALOGHI CON PIETRO AUTIERultima modifica: 2012-12-20T00:00:00+00:00da giuliano106
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