I ‘CAPI’ D’ACCUSA (2)

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i capi d’accusa 1

Prosegue in:

cenni storici &

Dialoghi con Pietro Autier 2

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i capi d’accusa

Eresie, e dialoghi innominabili…

i miei libri

 

 

 

i capi d'accusa 2

 

 

 

 

 

 



….Le accuse sono gravissime e ci permettono un ulteriore

esemplificazione (per chi poi avesse letto…’Storia di un

Eretico’, quelle sue mancanze appaiono gravissime in

seno ad una società così ligia ad i propri doveri morali

e …fiscali, nella quale la politica della casta appare solo

giudice …ingiudicabile di questi immondi errori nell’am-

bito di un ruolo ad essa concesso dall’alba dei tempi,

da quando cioè Imperatori Papi e Faraoni godevano di

ugual diritti e privilegi….) di uno dei meccanismi fonda-

mentali dell’Inquisizione (mai morta dal dì di questa pa-

rola…): la delazione.

Il tribunale del Sant’Uffizio, perennemente carente di fun-

zionari e di fondi, non avrebbe mai potuto controllare da

solo il territorio che gli era affidato senza l’essenziale sup-

porto delle denunce (per nulla disinteressate, per questo

ho citato il caso del mio amico…Pietro Autier…) spontanee,

delle delazioni, delle autodenunce (capaci di rovinare

alcuni ed arricchire con lecito profitto..altri…).

Nella seconda denuncia il Mocenigo nel riferire i discorsi

intervenuti fra lui e Bruno (provvede ad informarci, per

gli storici più attenti al caso, dell’utilizzo premeditato del-

le sue continue delazioni…le quali gli consentono raggiri

qui non enunciabili…) mentre questi è già prigioniero in

casa sua, tradisce, senza avvedersene, la malafede che lo

anima, affermando di aver cercato di farlo desistere dalla

sua intenzione di partire per Francoforte, minacciando di 

denunciarlo all’Inquisizione.

Ma il tribunale non coglie, e non coglierà, le contraddizio-

ni presenti nelle denunce del Mocenigo, limitandosi a rile-

vare compattezza, senza sottilizzare sulle ambiguità del

tono e delle dubbie motivazioni.

Il 26 maggio, dopo che sono intervenute le deposizioni di

due librai, il Ciotti e il Brictano, Bruno viene ascoltato dal

tribunale per la prima volta; è impossibile, leggendo i ver-

bali, non cogliere la drammaticità di questo colloquio: un

uomo che era stato intimo del re e regine, di nobili e studio-

si in tutta Europa, un poeta dall’eloquio ricco e fecondo, il

filosofo della ricerca che per primo ha intuito fino in fondo

le potenzialità della nuova scienza copernicana, e la necessi-

di essere coerenti anche in campo metafisico con la nuova

visione del mondo (e della…materia), ridotto nella sua patria

alla berlina peggio del peggior criminale.

Questa l’Italia di allora, e di oggi….

Il metodo è il cavillo di prelati sospettosi e diffidenti che lo

interrogano e perseguitano su frasi dette privatamente, o

scritte in separate loco; magari per celia o ironicamente, a 

un giovane bolso, vanesio ed ambizioso.

Il suo intelletto, abituato al rigore del solo ragionamento, del-

la dimostrazione, o all’entusiasmo di una bruciante intuizione

(confusa dai suoi delatori e perenni aguzzini per altro…) del

vero, si dovrà piegare alla fredda puntigliosità delle doman-

de dei giudici sconosciuti a cui non ha arrecato torto alcuno,

né a loro né a ciò che vorrebbero rappresentare (nell’allora e

odierna cultura). 

Gli Scribi e i Farisei del Tempio, oggi come ieri…., il tutto

poi interpretato dal limite ….di Roma.

Eppure Bruno fa una scelta, e questa scelta è irrevocabile:

difendersi, quando dovrebbe accusare!

Vivere! Tornare libero!

Mentre è difficile immaginare il fondo di dolore e di amarez-

za da cui questa scelta proviene, l’abisso di solitudine che i

suoi aguzzini con il tempo hanno scavato. 

Ma si badi questa non è storia remota….ma attuale….!

(Benazzi/D’Amico, Il libro nero dell’Inquisizione)

 

 

 

 

 

i capi d'accusa 2

    

I ‘CAPI’ D’ACCUSA (2)ultima modifica: 2012-12-21T00:00:00+00:00da giuliano106
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