PITTURA DI ALTRI MONDI: HENRY FRANCIS FARNY (3)

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Pagine di storia &

Dialoghi con Pietro Autier 2 &

gli occhi di Atget






Henry Francis Farny nacque a                       farny2.jpg

Ribeauville, in Alsazia

nel 1847.

Nel 1853 immigrò

insieme alla sua

famiglia a Warren

in Pennsylvania,

per trasferirsi in

seguito a Cincinnati.

Nel 1867 iniziò

la collaborazione

come illustratore

per la rivista ‘Harper’s’

che proseguì fino

al 1890,                          farny1.jpg

quando Farny

decise di dedicarsi

completamente

alla pittura.

Nel 1867 andò in Europa.

Durante il suo soggiorno

a Dusseldorf, dove seguiva

alcuni corsi di pittura,

incontrò Albert Bierstad,

già noto al pubblico sia

europeo che americano, che

lo incoraggiò e gli propose di

intraprendere insieme un viaggio

verso le Montagne Rocciose.

Nel 1873 partecipò all’Esposizione

Internazionale di

Vienna,                                                    farny3.jpg                                       

nello stesso anno e nel

1875 soggiornò

nuovamente a Monaco

e nel 1881 si recò per

la prima volta nel West

dove ritrasse le tribù

dei Sioux.

Qualche anno più tardi

accompagnò il

finanziere Henry Villard

in una spedizione celebrativa per il completamento del-

la Northern Pacific Railway da Saint Paul a Puget Sound,

nello stesso Washington.

Tra il 1880 e il 1890 la fama di Farny come pittore e illu-

stratore dell’epopea del West si era ormai consolidata. 

La sua pittura, in linea con i dettami della scuola mona-

cese, mantenne sempre un impianto realistico, percepi-

bile nella precisione dei dettagli, frutto, peraltro, della

grande quantità di schizzi e di fotografie realizzate dal-

lo stesso artista durante i suoi numerosi viaggi.

D’altra parte, l’indubbia perizia nel rendere le grada-

zioni luminose della luce nelle grandi pianure, le ampie

e chiare campiture cromatiche e il particolare taglio del-

le immagini sembrano derivare perlomeno in parte, dal-

la conoscenza delle stampe giapponesi – di grande attua-

lità nell’Europa contemporanea – nelle quali anche la pic-

cola dimensione assume un ampio respiro compositivo. 

Evidentemente, però, l’entusiasmo che trasse dai viaggi

nel West e che gli fece affermare: “Le pianure, l’intero pa-

ese e la sua gente sono più ricchi di materiale per un arti-

sta che ogni paese europeo”, lo portò con altrettanto idea-

lismo a stravolgere la reale situazione in cui, all’epoca, si

 trovavano le varie tribù indiane.

I paesaggi del West dipinti da Farny intorno al 1890 era-

no ormai opere di fantasia o ricostruzioni in studio; ciò

che era stato fonte dell’originaria ispirazione era comple-

tamente e definitivamente scomparso, così in New Terry-

tory del 1893, i precisi dettagli oscurano la fondamentale

realtà: all’epoca nessun territorio era passibile di occupa-

zione perché la gran parte degli indiani americani erano

ormai confinati nelle riserve.

(The American West, l’arte della frontiera americana 1830-1920)





Farny_32.jpg

 

PITTURA DI ALTRI MONDI: HENRY FRANCIS FARNY (3)ultima modifica: 2013-01-11T03:00:00+00:00da giuliano106
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