IL GENIO DEI NUMERI

 

il genio dei numeri

 

 

Prosegue in:

Bum bum bang bang  (2) 

 

  

 

 

 

Kai Lai Chung, un lettore di matematica che era sopravvisuto agli

orrori della conquista giapponese della Cina, la sua terra natia, fu

sorpreso di vedere la porta della sala dei professori semiaperta.

A Kai Lai piaceva fermarsi nella sala le rare volte in cui era aperta

e non c’era nessuno.

Dava la sensazione di una chiesa vuota, non più un luogo solenne e

un po’ minaccioso come accadeva di pomeriggio, quando era affol-

lata di luminari della matematica, ma solo un bellissimo santuario.

La luce filtrava nella sala comune occidentale attraverso spesse ve-

trate in cui erano intarsiate formule: la legge di gravitazione univer-

sale di Newton, la teoria della relatività di Einstein, il principio d’-

indeterminazione di Heisenberg.

A un’estremità della sala, c’era un massiccio camino di pietra, co-

me un altare. Su un lato era incisa una mosca che sfidava il para-

dosso della striscia di Mobius.

Mobius aveva dato mezzo giro a una striscia di carta e aveva unito

le due estremità, creando un oggetto apparentemente impossibile:

una superficie con un solo lato.

A Kai Lai piaceva soprattutto leggere la strana iscrizione sopra il

camino, l’espressione della fede di Eistein nella scienza: 

Dio è sottile ma non malizioso.

Quella particolare mattina d’autunno, mentre raggiungeva la so-

glia della porta semiaperta, Kai Lai si fermò di colpo. A pochi me-

tri, sul tavolo massiccio che dominava la sala, in mezzo a un ma-

re di carta, stava sdraiato un bel giovanotto dai capelli scuri.

Giaceva supino fissando il soffitto come se si trovasse all’aperto,

su un prato, sotto un olmo, e guardasse il cielo attraverso le foglie,

perfettamente rilassato, immobile (anche se sappiamo che tutto il

bel creato ammirato, è spesso patrimonio dell’idiota…), le braccia

ripiegate sotto la testa.

Fischiava piano.

Kai Lai ne riconobbe immediatamente il profilo caratteristico.

Era il nuovo studente (di un docente idiota) di dottorato della We-

st Virginia.

Colpito e leggermente imbarazzato, Kai Lai si allontanò dalla por-

ta e si affrettò ad andarsene prima che Nash potesse vederlo o sen-

tirlo. 

(S. Nasar, Il genio dei numeri)

 

 

  

 

 

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IL GENIO DEI NUMERIultima modifica: 2015-05-23T02:00:00+00:00da giuliano106
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