L’INDUSTRIA ANARCHICA & GLI STAKANOVISTI DELLA BUSTARELLA (2)

 

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Una buona notizia…

E due buone intervista (non certo gradite per gli stakanovisti della 

mazzetta…):  intervista rilasciata a Luca Passarini

Precedenti capitoli:

la sorgente

Prosegue in:

L’industria anarchica (3)

Foto del blog:

L’industria anarchica…  &

L’Inferno della Compagnia…

Da:

i miei libri 

 

  

 

 

Da sempre la trasparenza della sorgente è stata simbolo

della purezza morale; nella poesia di tutti i popoli l’inno-

cenza è paragonata allo sguardo terso delle fonti, e il ri-

cordo di questa immagine, trasmesso da un secolo all’-

altro, è diventato per noi un’ulteriore attrattiva.

 

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Verosimilmente quell’acqua poi si sporcherà; passerà su

detriti di roccia e su vegetali in putrefazione; stempererà

terre fangose e si caricherà dei rifiuti impuri lasciati dagli

animali e dagli uomini; ma qui, nella sua conca di pietra

o nella sua culla di giunchi, è così pura, così luminosa, che

sembra aria condensata: solo i riflessi cangianti della su-

perficie, gli improvvisi gorgoglii, i cerchi concentrici del-

le increspature, i contorni indecisi e fluttuanti dei ciottoli

sommersi rivelano che questo fluido così limpido è acqua,

così come lo sono i grandi fiumi melmosi.

 

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Se ci chiniamo sulla fonte, scoprendo i nostri volti stanchi

e spesso incattiviti che si riflettono in quest’acqua così lim-

pida, non possiamo far a meno di ripetere istintivamente,

anche senza averlo mai imparato, il vecchio canto che i

parsi insegnavano ai loro figli:

 

Avvicinati al fiore, ma non spezzarlo!

Guarda e dì sommessamente: ‘Ah, se fossi così bello!’.

Nella sorgente cristallina non lanciare una pietra!

Guarda e pensa sommessamente:’Ah, se fossi così puro!’.

 

A migliaia e migliaia i ‘pastori dei popoli’, perfidi o pieni

di buone intenzioni che siano, si sono armati della frusta

e dello scettro o, più abili, hanno ripetuto per secoli e se-

coli formule di obbedienza per rendere docili le volontà

e stupide le menti; ma per fortuna tutti questi signori,

 

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che volevano asservire gli altri uomini con il terrore, l’-

ignoranza o lo spietato meccanismo dell’abitudine, non

sono riusciti a creare un mondo a loro immagine, non

sono stati capaci di trasformare la natura in un grande

giardino di mandarini cinesi, con alberi torturati a for-

ma di mostri e di nani, vasche geometriche e grotte ar-

tificiali all’ultima moda.

La terra, con la grandiosità dei suoi orizzonti, la fre-

schezza dei suoi boschi, la trasparenza delle sue sor-

genti, è rimasta la grande educatrice e ha continuato

a richiamare le nazioni all’armonia e alla ricerca della

libertà.

 

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Una montagna che mostra nevi e ghiacciai in pieno cielo

al di sopra delle nuvole, una grande foresta in cui rim-

bomba il vento, un ruscello che scorre fra i prati, spesso

hanno fatto più degli eserciti per la salvezza del popolo.

 

Ora spetta a tutti gli uomini che amano la poesia e la scienza,

a tutti coloro che vogliono lavorare per la felicità umana, to-

gliere il (cupo e triste) sortilegio lanciato contro le sorgenti

dai preti ignoranti del Medioevo….

(Elisée Reclus, Storia di un ruscello)

 

 

 

 

 

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L’INDUSTRIA ANARCHICA & GLI STAKANOVISTI DELLA BUSTARELLA (2)ultima modifica: 2017-02-17T03:00:00+00:00da giuliano106
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