AMMAZZARE IL TEMPO: … breve cerchio… (30)

Precedenti capitoli:

Ammazzare il Tempo: la coscienza (28) &

… La via di mezzo (26/27)

Prosegue in:

… Breve cerchio… (31)

Foto del blog:

Brevi Cerchi (1) &

Brevi cerchi (2)

Da:

i miei libri

 

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… A volte qualcuno obietta che, se i criteri per questi giudizi

non sono, dopo tutto, coscienti, perché attribuiscono tali giu-

dizi alla coscienza?

In questo caso ci si lascerebbe però sfuggire l’essenza del-

le idee che sto cercando di esprimere. Non sto dicendo che

dobbiamo capire coscientemente in che modo formiamo le

nostre impressioni e giudizi coscienti.

Ciò comporterebbe proprio quella confusione di livelli a cui

ho accennato poco fa. Le ragioni che sono alla base delle

nostre impressioni coscienti sarebbero cose non accessi-

bili direttamente alla coscienza.

Esse dovrebbero essere considerate a un livello fisico più

profondo rispetto a quello dei pensieri reali di cui siamo

consapevoli.

Le impressioni coscienti stesse sono i giudizi (non algoritmici).

E’ stato in effetti un tema sotterraneo trattato precedentemen-

te, cioè nel nostro pensiero cosciente sembri esserci qualco-

sa di non  algoritmico.

In particolare, concernente il Teorema di Godel, fu che, alme-

no in matematica, la contemplazione cosciente può permet-

tere talvolta di stabilire la verità di una proposizione in modo

inaccessibile a qualsiasi algoritmo.

In effetti gli algoritmi, di per sé, non sono mai in grado di sta-

bilire la verità! Sarebbe altrettanto facile far produrre a un algo-

ritmo solo delle falsità quanto fargli produrre solo delle verità.

C’è bisogno di intuizioni esterne per decidere sulla validità o

no di un algoritmo.

Sto suggerendo qui il contrassegno della coscienza sia pro-

prio questa capacità di divinare (o di distinguere ‘intuitivamen-

te’), in circostanze appropriate, la verità dalla falsità (e la bel-

lezza dalla bruttezza!).

Dovrei però chiarire qui che non intendo una qualche forma

di ‘congettura’ magica. La coscienza non è di alcun aiuto nel

tentativo di indovinare quale sarà il numero fortunato in una

lotteria (senza trucchi)!

Sto riferendomi ai giudizi che si formulano di continuo quan-

do si è in uno stato cosciente, riunendo tutti i fatti, le impres-

sioni dei sensi, le esperienze ricordate che possono essere

pertinenti, e ponderando le cose l’una rispetto all’altra, forman-

dosi addirittura, a volte, giudizi brillanti.

Anche quando, in linea di principio, sono disponibili informazio-

ni sufficienti per la formulazione del giudizio, il processo di for-

mulazione del giudizio appropriato – estraendo ciò che occorre

dalla grande congerie di dati – può essere qualcosa per cui non

esista alcun chiaro processo algoritmico (o, nel caso che esi-

sta, potrebbe non essere affatto pratico).

Forse ci troviamo in una situazione in cui, una volta che il giudi-

zio sia stato formulato, la verifica della sua esattezza potrebbe

essere compiuta con un processo algoritmico e potrebbe es-

sere più facile che non la formulazione originaria del giudizio.

(Roger Penrrose, La mente nuova dell’Imperatore)

(Fotografie di: Ole Salomonsen)

(Prosegue…)

 

 

 

 

 

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AMMAZZARE IL TEMPO: … breve cerchio… (30)ultima modifica: 2013-12-12T12:03:18+00:00da giuliano106
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