IL FIORE O IL DODECAEDRO? (32)

Precedenti capitoli:

La coscienza (28/29) &

Breve cerchio (31)

Prosegue in:

Il fiore o il dodecaedro? (33) &

Il fiore o il dodecaedro? (34/35)

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ag24

 

 

 

 

 

Stando alle nostre attuali conoscenze, tutta la vita dell’Univer-

so prospera sulla superficie del Pianeta Terra, o in prossimità

di essa.

Sebbene non si possa escludere l’eventualità che in futuro ven-

ga scoperta una qualche forma di vita altrove, nel cosmo, per

ora non abbiamo solide prove che ne dimostrino l’esistenza.

Quel che è certo è che finora né le sonde inviate sulla super-

ficie di Marte e di altri pianeti, né i tentativi di captare segnali

radio alieni provenienti dallo spazio hanno dato risultati posi-

tivi.

Perciò dobbiamo credere, almeno per adesso, che la vita pul-

lulante sotto i nostri occhi sia l’unica esistente, e che il luogo

dove noi viviamo sia, per questo aspetto, unico nell’Universo.

Che cosa rende la superficie della Terra un luogo così adatto

alla genesi della vita e al suo perpetrarsi?

Probabilmente, i fattori critici interagenti sono tre: una gamma

di temperature che permette l’esistenza dell’acqua allo stato

liquido, l’abbondanza di energia luminosa visibile senza troppe

radiazioni ultraviolette e infrarosse pericolose e la particolare

composizione chimica dell’atmosfera, che contiene ossigeno.

Tutte e tre queste condizioni, essenziali per le moderne forme

di vita terrestri, si sono verificate grazie a una straordinaria at-

tività delle piante, che si servono dell’energia luminosa emes-

sa dal Sole per scindere le molecole d’acqua (H(2)O), gene-

ralmente stabili, mediante un processo detto ‘fotolisi’ che libe

ra nell’atmosfera ossigeno molecolare gassoso (O(2)).

Poiché la molecola d’acqua contiene solo un atomo di ossi-

geno, e quella di ossigeno ne contiene invece due, per ogni

molecola di O(2) liberata devono esserne scisse due di ac-

qua.

La fotolisi della molecola d’acqua è una delle fasi della foto-

sintesi, il processo con il quale la pianta attinge l’energia pro-

veniente dal Sole per sintetizzare i nutrienti dei quali ha biso-

gno.

Una volta scissa la molecola d’acqua, l’idrogeno non viene

liberato come gas (H(2)), ma sotto forma dei protoni e degli

elettroni che compongono ciascuno dei suoi atomi.

Nella cellula della foglia, tali protoni ed elettroni sono infine u-

tilizzati per trasformare i prodotti ottenuti a partire dall’anidri-

de carbonica, un gas che la pianta assorbe dall’atmosfera.

Combinando i costituenti di idrogeno con l’anidride carboni-

ca e altri componenti, la pianta sintetizza gli zuccheri che le

servono sia per costruire i propri tessuti sia come riserva e-

nergetica.

 

(Prosegue…..)

 

 

 

ag28

IL FIORE O IL DODECAEDRO? (32)ultima modifica: 2013-12-14T20:03:32+00:00da giuliano106
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