L’INGLESE DETTO 7 E IL TEDESCO 8 (2)

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 L’inglese detto 7 (1)

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L’inglese detto 7 (3) 

 

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Sua figlia avrà un ferro da calza immagino?                       

– Non lavora a maglia.

– Allora dovrà comprarne uno.

Preferibilmente di plastica. L’acciaio lascia a volte un segno.

– Un segno dove?

– Sulle buste che aprirà.

– Perché dovrei voler aprire buste, in nome del cielo?

– Potrebbe presentarsi la necessità di esaminare la corrispondenza

del dottor Hasselbacher.

Naturalmente, lei dovrà trovarsi un suo agente nell’ufficio                                

postale.

– Mi rifiuto nel modo più assoluto…

– Non faccia il difficile.

Mi sto facendo mandare da Londra i precedenti del dottore.

Prenderemo una decisione sulla sua corrispondenza dopo

 averli letti.                                                                                          

Con un buon compenso…se dovesse rimanere senza

inchiostro,adoperi sterco di uccelli…o sto correndo

 troppo?

– Non ho detto neppure se sono disposto…

– Londra è daccordo su 150 dollari al mese, più altri

150 dollari di spese…queste ultime dovrà giustificarle,

naturalmente.

Compensi ai sub-agenti, e così via.                                                         

Qualsiasi spesa che superi tale somma dovrà essere autorizzato

 volta per volta.

-Lei sta correndo davvero troppo.

– Esenti dalle tasse sul reddito, sa, disse Hawthorne, e strizzò

 l’occhio malizioso. La strizzatina d’occhio, chissà perché, non si

 armonizzò con il monogramma regale.

– Deve darmi tempo…

– Il suo numero di codice è 59200 sbarra 5.

Con orgoglio, aggiunse : – Naturalmente, il mio è 59200.                        

Lei numererà i suoi sub-agenti 59200 sbarra 5 sbarra 1 e 

così via. E’ chiaro?

– Non vedo proprio in che modo potrei esserle utile.

– Lei è inglese, vero?, domandò Hawthorne in tono brusco. 

– Naturalmente che sono inglese.

– E si rifiuta di servire il suo Paese?

– Non ho detto questo. Ma gli aspirapolvere assorbono quasi

tutto il mio tempo.

– Sono un ottimo paravento, disse Hawthorne. Un’ottima idea.

La sua professione ha un che di molto naturale.

– Ma è naturale.

– Ora se non le dispiace, disse Hawthorne con fermezza

dobbiamo accuparci ….

(G. Greene, Il nostro agente all’Avana)

 

 

 

    

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