IL RICCO E IL POVERO (breve ritratto della disuguaglianza civile)(1)

 

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L’oca

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Da:

 i miei libri

 

 

Uscendo di casa, sospiro

la campagna e la solitudine…

Non vedo che l’avversione

sul viso degli uomini

….e la natura mi sorride sempre…(ottava passeggiata)

 

 

il ricco e il povero 1

 

 

 

 

 

Se si prende in esame in che maniera aumentino i bisogni di

uno Stato, ci si renderà conto che spesso ciò avviene più o

meno nella stessa maniera in cui avviene per i privati, più

per un incremento di desideri inutili che una vera necessità

e che spesso la spesa non viene aumentata che per avere un

pretesto per aumentare le entrate, cosicché lo Stato finirebbe

talvolta col guadagnarci se rinunziasse all’esser ricco, e que-

sta apparente ricchezza gli è in fondo più onerosa di quanto

non sarebbe la stessa povertà.

E’ vero che si può sperare di tenere i popoli in uno stato di 

più stretta dipendenza, dandogli con una mano ciò che gli

è stato preso con l’altra; e tale è stata la politica utilizzata

da Giuseppe cogli Egiziani; ma questo è un vano sofisma,

tanto più dannoso per lo Stato in quanto il denaro non rien-

tra più attraverso le stesse mani da cui è uscito, e con princi-

pi del genere non si fa che arricchire fannulloni di uomini

utili.

Il piacere della conquista è una delle cause più evidenti e

più pericolose di questo incremento. Questo piacere, spes-

so generato da un’ambizione di specie differente da quella

che pare preannunciare, non è sempre ciò che sembra esse-

re, e il suo vero movente non è tanto il desiderio apparen-

te di ingrandire la nazione quanto quello nascosto di au-

mentare all’interno il potere dei capi, coll’ausilio di trup-

pe potenziate e approfittando del diversivo offerto dagli

obiettivi guerreschi nelle menti dei cittadini.

Se c’è un punto, almeno, su cui non vi sono dubbi, è che

non c’è niente di così miserabile e oppresso dei popoli

conquistatori e che i loro successi non fanno che aumen-

tare la loro miseria: quand’anche non ce l’insegnasse la

storia, la ragione stessa sarebbe in grado di dimostrarci

che più uno Stato è grande e più le spese diventano in

proporzione forti e onerose; perché è necessario che tut-

te le province forniscano il loro contributo alle spese del-

l’amminastrazione generale e che ognuna, oltre a questo,

faccia per la propria una spesa pari a quella che dovreb-

be sostenere se fosse indipendente.

A ciò va aggiunto che tutte le fortune vengono acquisite

in un luogo e consumate in un altro; e ciò rompe assai

presto l’equilibrio tra prodotto e consumo e impoverisce

molti paesi per arricchire una sola città.

Altro motivo di aumento delle necessità pubbliche che è 

collegato al precedente: a un certo momento si può arri-

vare al punto che i cittadini, non sentendosi più interes-

sati alla causa comune, porrebbero fine al loro ruolo di

difensori della patria e in cui i magistrati preferirebbero

comandare a mercenari piuttosto che a uomini liberi, non

foss’altro che per utilizzare a tempo e luogo i primi per

assoggettare meglio gli altri. 

(J.J. Rousseau, Discorso sull’economia politica)

 

 

 

 

 

il ricco e il povero 1

  

IL RICCO E IL POVERO (breve ritratto della disuguaglianza civile)(1)ultima modifica: 2014-05-10T00:07:00+00:00da giuliano106
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