IN SENSO INVERSO

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Pagine di Storia:  Se la pizzetta non avete digerito… 

Santa  Ildegarda cura lo stomaco appesantito…

Dialoghi con Pietro Autier 2:  Viaggi onirici….

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Accanto al suo gomito sul piccolo tavolo da cucina il rice-

vitore del videofono saltò dal suo sostegno sul tavolo, e

da esso venne una vocina acuta e lontana.

– Addio, Doug.

Una voce di donna.

Portando il ricevitore all’orecchio lui disse:

– Addio.

– Ti amo, Doug,

disse Charise McFadden con la sua voce quasi senza

fiato, piena di emozione.

– Tu mi ami?

– Sì, anch’io ti amo,

disse lui.

– Quando ci vediamo? Spero presto. Dimmi che ci vedremo

presto.

– Probabilmente stasera, rispose Charise. Dopo il lavoro.

C’è qualcuno che voglio farti conoscere, UN INVENTORE vir-

tualmente sconosciuto che ha bisogno disperato di avere una

cancellazione ufficiale della sua TESI su, ahem, L’ORIGINE

PSICOGENA DELLA MORTE PER INVESTIMENTO DA ME-

TEORA. Gli ho detto siccome tu sei nella sezione B….

– Digli di cancellarsi da solo la sua tesi. A sue spese.

– Ma non è per niente prestigioso! Il volto di lei sul videoscher-

mo era implorante.

– Si tratta veramente di una TEORIA PAZZESCA. Doug è com-

pletamente folle. Questo gonzo, questo Lance Arbuthnot…

– Si chiama così? Quel nome aveva quasi convinto Appleford ad

accettare, ma non del tutto.

Ogni giorno riceveva numerose richieste di questo tipo, e ognu-

na di esse, senza eccezione, veniva rappresentata come una teo-

ria pazzesca di un inventore eccentrico con un nome buffo.

Lavorava alla sezione B da troppo tempo per farsi fregare così

facilmente. Eppure doveva approfondire questo caso: la sua strut-

tura etica, la sua responsabilità nei confronti della società glielo

imponevano.

Sospirò.

– Ti ho sentito gemere,

disse subito Charise.

Appleford ribatté.

– Accetto, purché non sia uno della LMN.

– Be’…. è proprio così. La voce e il volto di Charise assunsero

un’aria di colpevolezza.

– Però penso che l’abbiamo sbattuto fuori. Ecco perché si trova

Los Angeles e non là.

Alzandosi in piedi, Douglas Appleford disse freddamente:

– Ciao, Charise. Ora devo andare al lavoro. Non voglio e non

posso discutere ulteriormente di queste CAZZATE.

E questo, per quanto lo riguardava, segnava la parola fine.

Almeno così sperava.

Rientrando nel suo appartamento alla fine del giro, l’agente

Joe Tinbane trovò sua moglie seduta al tavolo della colazione.

Imbarazzato, distolse lo sguardo fino a quando lei lo notò e

finì rapidamente di riempire la sua tazza di caffé scuro bollente.

– Vergogna,

disse Bethel in tono di rimprovero.

– Avresti dovuto bussare alla porta della cucina. Con grande di-

gnità, lei poggiò attentamente la bottiglia di succo d’arancio nel

frigorifero e rimise nella dispensa la scatola ora quasi piena di

Happy-Oats.

– Me ne andrò tra un minuto. Il mio impulso a denutrirmi ora è

quasi sazio. A ogni modo, non si affrettò.

– Sono stanco disse lui, sedendosi.

Bethel gli mise davanti delle scodelle vuote, un bicchiere, una

tazza e un vassoio.

– Indovina cosa dice oggi il giornale, disse mentre si ritirava

discretamente nella sala in modo che anche lui potesse rimet-

tere.

– Quel delinquente fanatico di Raymond Roberts sta arrivando.

In pellegrinaggio.

– Hmm, disse lui, godendosi il caldo gusto liquido del caffé men-

tre lo rimuginava nella sua stanca bocca.

– Il capo della polizia di Los Angeles prevede che quattro milioni

di persone verranno a vederlo.

Lui celebrerà il sacramento della Unificazione Divina al Dodger

Stadium, e naturalmente verrà tutto trasmesso dalla TV fino a

quando non saremo tutti fuori di testa. 

Ventiquattr’ore su ventiquattro…. questo dice il giornale. Non

me lo sto inventando.

– Quattro milioni,

le fece eco Tinbane, pensando, da professionista,

– a quanti agenti antisommossa ci sarebbero voluti per tenere a

bada una folla simile, così tanta gente. Tutti gli agenti del corpo,

comprese le pattuglie aree e le riserve.

Gemette tra sé: che lavoro!

– I suoi seguaci prendono quelle droghe, disse Bethel, per rag-

giungere l’Unificazione; qui sul giornale c’è un lungo articolo che

lo spiega. 

– Hanno dei corridoi e strade preferenziali per distribuirle.

La droga è un derivato del TNT; qui è illegale, ma quando Rober-

ts celebrerà il sacramento gliela lasceranno prendere, a lui e a tutti

gli altri.

Perché le leggi della California dicono che…

– So bene cosa dicono, nessuno si può opporre altrimenti viene e-

liminato da quelli del TNT.

– So bene che poi li mandano in vacanza per far svolgere meglio il

lavoro ad altri…

– Dicono che una droga psichedelica può essere assunta in una ce-

rimonia religiosa celebrata in buona fede, sono sempre in buona

fede.

Bethel riprese:

– Ho una mezza idea di andare. E partecipare. E’ l’unica occasio-

ne, a meno che non vogliamo fuggire nella, ugh, Libera Munici-

palità Negra. E sinceramente non ho  molta voglia di farlo.

– E vacci, disse lui, vomitando felicemente cereali, pesche scirop-

pate e latte zuccherato, nell’ordine.

– Vuoi venire? Sarà eccitante.

– Pensa migliaia di persone fuse in un’unica entità….

(P. K. Dick, osrevni osnes ni)

 

 

  

 

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IN SENSO INVERSOultima modifica: 2014-06-08T00:02:00+00:00da giuliano106
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