QUANDO TORNAMMO ALLA FERROVIA (e altri racconti…) (72)

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in attesa della Northern Pacific (70)

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orrore di altri mondi: wounded knee

 

 

 

 


 

Dopo pochi giorni                                                 ghost-dance.2jpg.jpg

passati sul lago Walker,

Orso Che Scalcia e i

suoi amici impararono

a danzare la Danza degli

Spettri e poi montarono

sui loro cavalli per tornare

alla ferrovia. Mentre

cavalcavano, il Messia

volò sopra di loro

nell’aria, insegnando

loro canzoni per la

nuova danza.

Giunti alla

ferrovia, egli                                           ghost dance1.jpg

li lasciò, dicendo

loro di tornare presso

le loro genti e di

insegnare ciò che avevano

imparato.

Dopo il prossimo

inverno egli avrebbe

portato gli spiriti dei

loro padri perché essi

li incontrassero nella

nuova resurrezione.

Ritornati nel Dakota, Orso Che Scalcia aveva cominciato a

diffondere la nuova danza a Cheyenne River, Toro Basso l’-

aveva introdotta sul Rosebud e altri avevano iniziato a far-

lo a Pine Ridge. La banda di Miniconjou di Piede Grosso,

disse Orso Che Scalcia, era costituita soprattutto da don-

ne che avevano perso i mariti o altri parenti maschi nei

combattimenti con Capelli Lunghi, con Tre Stelle e con

Cappotto d’Orso; esse danzavano fino a svenire perché

volevano riportare in vita i loro guerrieri morti.

Nell’accampamento della cavalleria                         wounded_knee.1bis.jpg

sul torrente Wounded

Knee, gli indiani furono

fermati e contati

accuratamente.

Vi erano 120 uomini

e 230 donne e bambini.

A causa della crescente

oscurità, il maggiore 

Whitside decise di

attendere il mattino

per disarmare i suoi

prigionieri.

Per essere sicuro

che nessuno

fuggisse,                                                 wounded knee2.jpg

il maggiore mise di

guardia due squadroni

di cavalleria intorno ai 

tepee dei Sioux e poi

piazzò i suoi due

Hotchkiss in cima a

un’altura che dominava

l’accampamento.

Questi cannoni

scanalati, che potevano

lanciare cariche

esplosive a più di

due miglia, furono                                               wounded knee.jpg

messi in posizione

tale da colpire le

tende degli indiani

da un capo all’altro

dell’accampamento.

I soldati di cavalleria

trovarono solo due

fucili, uno dei quali

era un Winchester nuovo

che apparteneva a un

giovane Miniconjou di

nome Coyote

Nero.                                                 wknee4a.gif

Coyote Nero sollevò il

Winchester sopra la

testa gridando che

aveva pagato molto

denaro per il fucile che

apparteneva a lui.

Alcuni anni dopo

Dewey Beard ricordò

che Coyote Nero era

sordo.

“Se lo avessero lasciato

solo egli sarebbe andato

a deporre il fucile nel

posto indicato.                                           Wounded Knee5.jpg

Essi invece lo afferrarono

e lo spinsero in direzione

est. Egli non si preoccupò

nemmeno allora.

Il suo fucile non era

piantato su nessuno.

La sua intenzione era

di mettere giù quel

fucile. Essi si fecero

avanti e afferrarono

il fucile che egli stava accingendo a deporre.

Lo avevano appena circondato quando si udì un colpo di fucile

abbastanza forte”.

“Non saprei dire se qualcuno fu colpito, ma dopo quel colpo ci fu

un gran fracasso”.

“Quel rumore assomigliava molto al suo suono della tela strappata”,

disse Penna Frusta.  Colui-Che-Teme-il-Nemico lo descrisse come lo

‘scoppio di un fulmine’.

Falco Rotante disse che Coyote Nero ‘era un uomo pazzo, un giovane

che aveva una cattiva influenza sugli altri e in realtà era una nullità’.

Disse che Coyote Nero sparò col suo fucile e ‘immediatamente i solda-

ti risposero al fuoco e ne seguì un massacro indiscriminato’.

All’inizio del tumulto, il fuoco delle carabine era assordante, e l’aria era

piena di fumo. Fra i moribondi che giacevano accasciati sulla terra gelata

vi era Piede Grosso. Poi il fragore delle armi cessò per un momento, men-

tre piccoli gruppi di indiani e di soldati combattevano corpo a corpo, u-

sando coltelli, mazze e pistole.  Poiché solo pochi indiani avevano armi,

dovettero presto fuggire e allora i grandi fucili Hotchkiss sulla collina a-

prirono il fuoco su di loro, sparando quasi un proiettile al secondo, fal-

ciando l’accampamento indiano, facendo a pezzi i tepee con gli shrapnel,

uccidendo uomini, donne e bambini.

“Cercammo di fuggire”, disse Louisse Orsa Astuta “ma essi ci sparavano

addosso come se fossimo bisonti. Io so che vi sono alcune persone bianche

buone, ma i soldati che spararono sui bambini e sulle donne furono infami.

I soldati indiani non avrebbero fatto una cosa simile ai bambini bianchi”.

“Corsi via da quel luogo e seguii quelli che stavano scappano”, disse Haki-

ktawin, un’altra giovane donna.

“Mio nonno, mia nonna e mio fratello furono uccisi quando attraversam-

mo la gola, e poi una pallottola mi trapassò il fianco destro e poi anche il

polso destro e lì mi fermai perché non ero in grado di camminare e dopo

il soldato mi raccolse e si avvicinò una ragazzina si nascose sotto la co-

perta”.

Quando finì l’esplosione di follia, Piede Grosso e più della metà della sua

gente erano morti o erano gravemente feriti; i morti accertati furono 153,

ma molti dei feriti si allontanarono strisciando e morirono in seguito.

Secondo una valutazione, dei 350 Miniconjou che si trovavano lì, i morti,

fra uomini donne e bambini, furono quasi 300.

Fra i soldati vi furono 25 morti e 39 feriti, per la maggior parte colpito

dalle loro stesse pallottole. Dopo che i soldati di cavalleria feriti furono

mandati all’agenzia di Pine Ridge, un distaccamento di soldati si recò sul

campo di battaglia di Wonded Knee, raccolse gli indiani che erano ancora

vivi e li caricò sui carri.  Poiché appariva chiaro che prima di sera si sareb-

be scatenata una tempesta di neve, gli indiani morti furono lasciati là dove

erano caduti.

I carri carichi di Sioux feriti raggiunsero Pine Ridge quando era già notte.

Poiché tutte le baracche disponibili erano occupate dai soldati, gli indiani

furono lasciati sui carri scoperti, esposti al freddo intenso, mentre un inetto

ufficiale dell’esercito cercava un riparo.

Infine fu aperta la chiesa episcopale, furono tolte le panche, e il pavimento

fu ricoperto con uno strato di paglia. Era il quarto giorno dopo NATALE

DELL’ANNO DEL SIGNORE 1890.

Quando i primi corpi straziati e sanguinanti furono portati nella chiesa

illuminata dalle candele, quelli che non avevano perso conoscenza pote-

rono vedere gli addobbi natalizi che pendevano dalle travi del soffitto.

Da un capo all’altro del presbiterio, sopra il pulpito, era appeso uno

striscione con la scritta:

 

                        –  PACE IN TERRA AGLI UOMINI DI BUONA VOLONTA’ – 

 

(Dee Brown, Seppelite il mio cuore a Wounded Knee)

 

..Per l’epopea degli indiani….

 

indiani

indiani (2)

frammenti di un sogno

nuovi sciamani

il pioniere

la danza degli spettri

sul crinale dei pini

coda di lupo

i padroni di ieri

l’uomo bianco nella terra bianca

i piccoli uomini della tundra

il missionario

 

 

 

 

 

 

orrore di altri mondi: wounded knee

QUANDO TORNAMMO ALLA FERROVIA (e altri racconti…) (72)ultima modifica: 2013-04-11T00:00:00+00:00da giuliano106
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