OWL CREEK (55)

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Gli intervalli di silenzio diventavano sempre più lunghi;

gli indugi lo facevano impazzire.

Più i suoni si diradavano, più aumentavano d’intensità

e d’acutezza. Gli ferivano le orecchie come colpi sferrati

da un coltello; aveva paura di mettersi ad urlare.

Quello che udiva era il ticchettio del suo orologio.

Dischiuse gli occhi e vide di nuovo l’acqua sotto di sé.

– Se riuscissi a sciogliermi le mani,

pensò,

– potrei liberarmi di colpo e gettarmi nel fiume (ma non

posso….). Immergendomi potrei schivare le pallottole

e nuotando con tutte le forze raggiungere la riva, pren-

dere per i boschi e fuggire …verso casa. La mia casa, gra-

zie a Dio, per ora è fuori dalle loro linee; mia moglie e i

bambini non sono ancora stati raggiunti dall’avanzata

dell’invasore.

Mentre questi pensieri, che è stato necessario tradurre

qui in parole, attraversavano come in un lampo la men-

te del …..condannato, piuttosto che scaturirne, il capita-

no fece un cenno al sergente. Il sergente si spostò di lato.

 

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Peyton Farquhar era un piantatore agiato, di un’antica e

assai rispettata famiglia dell’Alabama. In quanto proprie-

tario di schiavi, e come gli altri proprietari di schiavi im-

pegnato in politica, era un secessionista nato, ardentemen-

te devoto alla causa del Sud.

Circostanze di natura urgente che non è necessario riferi-

re qui, gli avevano impedito di arruolarsi nel valoroso e-

sercito che aveva combattuto le disastrose campagne ter-

minate con la caduta di …Corinth, e si logorava nell’inglo-

riosa impossibilità di agire, desiderando ardentemente dar

sfogo alle proprie energie, vivere la vita movimentata del

soldato e avere l’opportunità di distinguersi.

Quell’opportunità, lo sentiva, si sarebbe presentata, come

si presenta a chiunque in tempo di guerra. Nel frattempo

faceva quel che poteva.

Nessun servizio era troppo umile da assolvere per aiutare

…il Sud…., nessuna avventura troppo pericolosa a viversi

se in armonia con il carattere di un civile dal cuore di sol-

dato, e che in buonafede e senza troppe riserve mentali

 concordava, almeno in parte, con la massima davvero

scellerata che tutto è lecito in amore e in guerra.

Una sera mentre Farquhar e la moglie erano seduti su una

rozza panca vicino all’ingresso della loro proprietà, un sol-

dato vestito di grigio arrivò cavalcando al loro cancello e

chiese un sorso d’acqua.

La signora Farquhar fu quanto mai felice di servirlo con le

sue diafane mani. Mentre andava a prendere l’acqua, il ma-

rito s’avvicinò al cavaliere impolverato e chiese avidamen-

te notizie dal fronte.

– Gli yankee stanno riparando la ferrovia,

disse l’uomo

– e si preparano a un’altra avanzata. Sono arrivati al ponte

…di Owl Creek, lo hanno sistemato e hanno costruito una

palizzata sulla riva nord. Il comandante ha emesso un’or-

dinanza, che è affissa ovunque, in cui dichiara che qualun-

que civile sia sorpreso a dennaggiare la ferrovia, compresi

i ponti, gallerie o treni, verrà impiccato con giudizio som-

mario. Ho visto personalmente l’ordinanza.

– Quanto dista il ponte di Owl Creek?

domandò Farquhar.

– Circa trenta miglia.

– Ci sono soldati da questa parte del fiume?

– Solo una pattuglia di picchetto a ottocento metri più in là,

sulla ferrovia, e una sola sentinella da questa parte del pon-

te.

– Supponete che un uomo, un civile desideroso di far espe-

rienze d’impiccagione, eluda la pattuglia di picchetto, e ma-

gari abbia la meglio sulla sentinella,

disse Farquhar con un sorriso.

– Che cosa potrebbe fare?

Il soldato rifletté.

– Ci sono stato un mese fa,

rispose.

– Ho notato che la piena dell’inverno scorso ha depositato

contro il pilone di legno da questa parte del ponte una gran

quantità di legna galleggiante. Adesso è secca e brucerebbe

come stoppa.

La signora aveva portato l’acqua e il soldato ne bevve.

La ringraziò cerimoniosamente, fece un inchino al marito e

cavalcò via.

Un’ora dopo il tramonto, riattraversò la pintagione, puntan-

do a nord nella direzione dalla quale era venuto….

Era un esploratore federale….

 

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Quando Peyton Farquhar piombò in basso in mezzo al pon-

te, perse coscienza e fu già come morto. A risvegliarlo da quel-

lo stato – secoli dopo, gli parve – fu il dolore di una forte pres-

sione alla gola, seguito da un senso di soffocamento. Acuti e

cocenti parossismi d’agonia sembravano sfrecciargli dal collo

per ogni fibra del corpo e delle membra.

Era come se i dolori saettassero alla velocità del lampo lungo

la linea di ramificazione ben definite e pulsassero a intervalli

di una rapidità inconcepibile.

Erano come correnti di fuoco vibrante che lo riscaldavano a

una temperatura insopportabile. L’unica sensazione che pro-

vava in testa era quella di pienezza, di congestione. Le sensa-

zioni non erano accompagnate da pensieri.

La parte intellettiva della sua natura si era già cancellata; po-

teva solo sentire, e sentire era un tormento. Aveva coscienza

di movimento. Avvolto da una nube luminosa di cui egli era

soltanto il centro rovente, privo di sostanza materiale, percor-

reva archi d’oscillazione impensabili, come un enorme pendo-

lo.

Poi, d’improvviso, con tremenda subitanietà, la luce che lo

circondava sfrecciò verso l’alto con un tonfo fragoroso; ebbe

nelle orecchie un rombo spaventoso, e tutto fu freddo e buio.

Era di nuovo in grado di pensare; sapeva che la corda si era

spezzata e che era caduto nel fiume.

La sensazione di strangolamento non peggiorò; il cappio in-

torno al collo lo stava soffocando e impediva all’acqua di en-

trargli nei polmoni.

….Morire impiccato in fondo a un …fiume….!

(prosegue….)

 

 

 

 

 

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OWL CREEK (55)ultima modifica: 2014-02-26T07:02:00+00:00da giuliano106
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